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Dislessia: cause, sintomi e terapia

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La dislessia è una difficoltà nel modo in cui il cervello elabora le parole e le sequenze di numeri

leggere da bambini
Dislessia deriva dalla lingua greca e significa “difficoltà con le parole”. E’ un sintomo di un certo numero di disturbi di elaborazione errata delle informazioni nel cervello. Poiché ci sono così tanti diversi possibili problemi di fondo (molti dei quali devono ancora essere pienamente compresi) la dislessia è difficile da definire attentamente perché colpisce i bambini in molti modi diversi. Tuttavia, il problema di base è una difficoltà di imparare a leggere e scrivere, nonostante l’insegnamento e le capacità intellettive adeguate.

CAUSE: La dislessia è causata da differenze nelle aree del cervello che si occupano di linguaggio, che non sono ancora pienamente comprese. Diverse aree del cervello interagiscono in modo complesso per coordinare la manipolazione delle parole necessarie per la lettura, la scrittura e l’ortografia, così le caratteristiche della dislessia in ogni persona dipenderanno da quali aree sono interessate e come.

Ci possono essere problemi, per esempio, nel ricevere informazioni sensoriali attraverso la vista o l’udito, nel catturarle e strutturarle nel cervello, o nel recupero in un secondo momento, oppure ci possono essere problemi con la velocità di elaborazione delle informazioni.

Scansioni cerebrali di immagini mostrano che quando le persone dislessiche tentano di elaborare le informazioni, il loro cervello funziona in modo diverso da quelli senza dislessia. Questo non ha nulla a che fare con l’intelletto: le persone affette da dislessia mostrano un range normale di intelligenza. Fattori genetici o ereditati sono importanti per la dislessia ed anche altri membri della famiglia sono spesso colpiti.

Si stima che circa il 4% della popolazione sia affetta da dislessia grave, mentre un altro 6% soffre di problemi da lievi a moderati.

SINTOMI: La dislessia è una sindrome classificata tra i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) e la sua principale manifestazione consiste nella difficoltà che hanno i soggetti colpiti a leggere velocemente e correttamente ad alta voce, può diventare evidente nella prima infanzia, con difficoltà specialmente nelle sequenze (per esempio elencando i giorni della settimana, i numeri) o con difficoltà di lettura. I più piccoli possono confondere parole e frasi, dimenticare i nomi di oggetti comuni, hanno problemi con le rime o mostrano lo sviluppo del linguaggio un po’ in ritardo. Possono non avere mai gattonato, ma cominciano a camminare prima degli altri, anche se mantengono problemi nel vestirsi, mettere le scarpe ai piedi correttamente e a tenere il ritmo.

A scuola, i bambini possono avere una mancanza di interesse nelle lettere e parole, hanno problemi con la lettura e l’ortografia, mettono le lettere e le cifre nel modo sbagliato, possono essere lenti nello scrivere e hanno scarsa concentrazione. Questi problemi persistono con la crescita, con difficoltà nella lettura, scrittura e abilità ortografiche che possono creare difficoltà con la propria autostima. 

La diagnosi di dislessia viene confermata quando un maggiore aiuto a casa e a scuola non porta ad un rapido miglioramento.

TERAPIA: La dislessia deve essere diagnosticata da uno psicologo o un insegnante specialista in dislessia. Non c’è cura unanimemente riconosciuta, ma la constatazione che un bambino ha un problema (in particolare, se possibile, il disturbo specifico di elaborazione rilevante per l’individuo) può aiutare per il suo sviluppo. E’ di vitale importanza che nei bambini venga diagnosticato precocemente e dato l’aiuto di cui hanno bisogno.

Ogni percorso terapeutico deve essere personalizzato in relazione alle caratteristiche psicologiche del soggetto. Le linee guida prevedono due itinerari da portare avanti parallelamente:

  1.  itinerario relativo alle competenze di base percettivo – motorie e meta - fonologiche
  2.  itinerario specifico per la lettura

Il primo itinerario è finalizzato alla riduzione delle lacune riscontrate nelle capacità di base; il secondo itinerario ha invece lo scopo di promuovere la conquista di capacità di lettura più adeguate. È importante quindi che i due itinerari siano proposti parallelamente e con gradualità, per evitare di rimandare nel tempo la conquista di quelle capacità di lettura che possono gratificare il bambino.

Altri approcci possono aiutare. In casi connessi alle differenze visive e alle sovrapposizioni, le lenti colorate possono portare ad un miglioramento, perché si possono bloccare le lettere che “ballano sulla pagina”. [Da medialive Fonte: BBC]

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Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Giugno 2010 11:15  

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