La natura è più efficiente della chimica. Abbiamo imparato quali danni possono creare pesticidi e sostanze chimiche varie, che non danneggiano solo parassiti o insetti che si vorrebbero combattere, ma anche quelli utili (ammesso che vi sia qualche insetto che non è utile alla catena alimentare). La naturale catena alimentare, infatti, può essere utilizzata al posto di pesticidi e sostanze chimiche invasive per la lotta ai parassiti, sia in agricoltura che nelle nostre città, per esempio contro le fastidiose zanzare.
Sfruttare i predatori naturali per ridurre il numero di zanzare è possibile, bisogna conoscere la catena alimentare. Sono molti i predatori delle zanzare e delle larve, in alcuni casi insospettati come il ditisco, mentre sappiamo tutti che pipistrelli ed alcuni pesci di acqua dolce fanno razzie. Riporto la descrizione di alcuni animali che possono servire allo scopo di eliminare le zanzare.
Pipistrelli: mangiano migliaia di zanzare ogni notte, purtroppo è una delle tante specie in via di estinzione, rappresenta una delle soluzioni che potrebbero limitare il diffondersi della temuta zanzara tigre.
Gambusia affinis: oltre ai comuni pesci rossi c'è il gambusia che è ghiotto di larve di zanzare. E' di piccole dimensioni, 2-3 centimetri, molto resistente, riuscendo a vivere anche in piccole pozze di acqua stagnante sia dolce che salmastra, con temperature da 3 a 30°C. Attenzione a temperature troppo alte che possono raggiungere delle pozze d'acqua eccessivamente ristrette.
Il ditisco: la numerosa famiglia dei ditiscidi conta centinaia di specie tutte caratterizzate dall'essere ottime nuotatrici grazie ad una serie di speciali adattamenti alla vita acquatica: il corpo è di forma lenticolare, ovale e appiattito, ricoperto di un tegumento molto duro e lucido, che lo rende perfettamente idrodinamico. Pur passando la maggior parte del tempo sott'acqua, questi coleotteri sono costretti a riemergere periodicamente per respirare, incamerando l'ossigeno sotto forma di bolle d'aria nell'estremità posteriore dell'addome, all'interno della quale è presente una cavità ove si aprono gli stigmi respiratori (questo particolare accorgimento permette loro di resistere anche 10-15 minuti in "apnea", ed ha dato il nome all'intera famiglia: "Dytes" infatti in greco significa "palombaro".
Abilissime nuotatrici, sono dotate di mascelle robuste, trasformate in tenaglie in grado di catturare prede notevolmente più grosse di loro (altri insetti e larve, vermi, girini e anche piccoli pesci). (Ads Google)
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