Associazione Salute

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Smart drugs: droghe intelligenti non proibite

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cervelloLe 'smart drugs' (nootropo), spiega Anna Lisa Muntoni dell'Istituto di neuroscienze (In) del Cnr di Cagliari, migliorano attenzione, concentrazione, apprendimento, memoria, linguaggio; dopo qualche giorno però svaniscono e rimangono seri effetti collaterali.

Queste droghe intelligenti, furbe o low-cost, facilmente reperibili su internet o negli smart-shop, sono diventate lo sballo preferito dai giovani nelle discoteche e nelle palestre. E adesso anche l'aiutino di chi deve affrontare l'esame di maturità, ma secondo l'Istituto Superiore di Sanità possono essere molto pericolose per la salute.

L'Iss ha messo a punto uno specifico manuale nel quale ha classificato le 25 'droghe furbe' più pericolose. Per ciascuna sostanza viene indicata la specie, il principio attivo, la provenienza geografica, le proprietà e gli effetti avversi, l'uso che ne fanno le popolazioni indigene e quello attuale.

Il manuale, che analizza per la prima volta questo tipo di sostanze, e' stato distribuito agli operatori dei Pronto Soccorso e dei centri antiveleni, in modo che sia piu' facile individuare e curare le intossicazioni causate dalle smart-drugs (ad oggi ancora poco conosciute e studiate).

 


 

Qui una parte è stata eliminata perchè contente imprecisioni ed errori.

 


 

Le smart drugs si possono anche suddividere in base al fatto di essere pronte o meno all’uso. Tra le prime troviamo una gamma pressoché infinita di pillole, gocce, bevande (alcoliche e/o energetiche), sigarette preparate con erbe aromatiche, ecc. Tra le seconde troviamo preparati quali decotti o infusi. Molti di questi prodotti vengono consumati con il supporto di alcuni strumenti quali pipe ad acqua (bong), vaporizzatori, ecc.

Il potenziale d’abuso delle smart drugs è limitato mentre è particolarmente più elevato il loro grado di tossicità. Poiché la maggior parte delle smart drugs sono degli psicostimolanti, frequenti sono gli episodi di intossicazione con agitazione psicomotoria, ansia e, raramente, episodi psicotici. Gravi sono anche i danni d’organo dovuti alla elevata tossicità dei numerosi composti (spesso sconosciuti) contenuti nelle smart drugs. Frequentemente si sono registrati a seguito del loro consumo danni soprattutto a carico del fegato, del cuore e dei reni. In alcuni rari casi si sono verificati sincope, perdita di coscienza , coma e morte.

«Queste sostanze -spiega la neuroscienziata del Cnr, Muntoni- agiscono fondamentalmente aumentando i livelli cerebrali dei neurotrasmettitori dopamina e noradrenalina. In questo modo, da un lato migliorano le capacità di concentrazione e di elaborazione delle informazioni, i livelli di allerta e di attenzione, la motivazione allo studio, e, dall’altro, riducono le sensazioni di sonno, fame e fatica. Di qui la tendenza ad abusarne per migliorare le proprie prestazioni e prendere voti più alti».

Un’abitudine insana e pericolosa poichè per la maggior parte di tali droghe non si conoscono gli effetti a lungo termine nei soggetti sani. «In generale, disturbano i meccanismi del sonno -precisa la ricercatrice dell’In-Cnr- vanificando dopo qualche giorno la loro azione e mettendo a repentaglio la memoria. Una buona qualità del sonno è infatti indispensabile per immagazzinare le informazioni e consolidare i ricordi».

E i pericoli non finiscono qui. «Altri effetti collaterali -riferisce Muntone- sono rappresentati da diminuzione dell’appetito, perdita di peso, ansia e irritabilità. Per quanto riguarda il problema della dipendenza, gli stimolanti metilfenidato e anfetamina, amplificando le azioni della dopamina, rendono più interessanti e gratificanti lo studio e le attività quotidiane e ciò può portare all’uso compulsivo e alla dipendenza».

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