La salmonellosi è un’infezione causata dai batteri Salmonella, appartenenti alla famiglia delle Enterobacteriaceae, che vivono nell’apparato gastrointestinale di svariati animali: uccelli, insetti, rettili e mammiferi (uomo compreso); vengono escreti nelle feci.
Di solito sono semplici commensali, ossia non arrecano danno all’organismo che le ospita, ma in certi casi sono in grado di causare malattia.
Trasmissione: Le Salmonelle possono essere trasmessa da un animale all’altro attraverso il contatto diretto con le feci, o, indirettamente tramite il contatto con qualcosa che si è contaminato.
L’infezione si trasmette per via oro-fecale, attraverso l’ingestione di cibi o bevande contaminate, ma si può verificare anche attraverso ferite.
I principali veicoli di trasmissione della salmonella sono rappresentati da:- alimenti
- acqua contaminata
- piccoli animali domestici.
La salmonella è presente in natura con più di 2000 varianti (i cosiddetti sierotipi) ma i ceppi più frequentemente diffusi nell’uomo e nelle specie animali, in particolare in quelle allevate per la catena alimentare, sono S.enteritidis e S.typhimurium.

Si calcola che circa il 90% dei rettili sia portatore di salmonelle. Anche il mare e le coste (non balneabili si spera) possono essere infette da salmonelle (vicino a sbocchi fogliari o torrenti e fiumi non depurati).
Per un adulto sano, le possibilità di contrarre l’infezione a seguito di un contatto con tali microrganismi sono piuttosto basse. Sono invece a maggior rischio tutti i soggetti più recettivi, come i neonati ed i bambini con meno di 6 anni, le donne in gravidanza (per i rischi al feto), gli anziani, gli ammalati ed i soggetti immunodepressi (soggetti con trapianti, HIV, ecc.).
Ogni anno, si diffondono notizie riguardanti episodi di salmonellosi, con vere e proprie epidemie, che colpiscono decine di persone che hanno avuto la sfortuna di consumare alimenti contaminati dal batterio della Salmonella. Questa infezione alimentare é abbastanza diffusa anche in Italia, raggiunge una maggiore importanza nei Paesi caratterizzati da una forte carenza di igiene, dove puó provocare, la cosiddetta "diarrea del viaggiatore".
Sintomi: nell'uomo la salmonellosi ha un tempo di incubazione di 12-72 ore; la gravità dei sintomi è variabile. Si va da semplici disturbi intestinali (crampi, alcune scariche diarroiche) che si risolvono nell'arco di 24 ore, fino a forme gravi di diarrea con disidratazione, insufficienza renale, febbre elevata con brividi, nausea, cefalea e mialgie, in alcuni casi gravi l'esito è fatale.
La sintomatologia può regredire spontaneamente in circa 10 giorni ma in casi particolari può provocare disidratazione o dare localizzazioni extraintestinali (endocardio, sistema nervoso centrale, polmoni, ossa, articolazioni), specie in neonati, anziani o soggetti defedati . L’eliminazione dei germi con le feci può persistere per 1-6 mesi.La diagnosi di certezza si ha con l’isolamento del microrganismo da coltura di feci, sangue, urina, o essudati, mentre la diagnostica sierologica ha scarsa importanza pratica.
La terapia: si basa principalmente sulla reidratazione e sulla correzione delle alterazioni elettrolitiche. L’uso degli antibiotici (chinoloni, cotrimoxazolo, amoxicillina), che possono prolungare lo stato di portatore, andrebbero limitate a immunodepressi, o in caso di localizzazioni extraintestinali del batterio.
Prevenzione per diminuire il rischio di salmonellosi, si consiglia:
- lavare frutta e verdura bene prima della manipolazione e del consumo;
- lavare le mani prima e dopo la preparazione degli alimenti;
- refrigerare gli alimenti preparati in piccoli contenitori, per garantire un rapido abbattimento della temperatura;
- cuocere tutti gli alimenti derivati da animali, soprattutto pollame, maiale e uova;
- proteggere i cibi preparati dalla contaminazione di insetti e roditori;
- evitare il consumo di uova crude o poco cotte (gelati e zabaioni o altri alimenti);
- consumare latte pastorizzato;
- evitare le contaminazioni tra cibi, tenere separati i prodotti crudi da quelli cotti;
- escludere persone con diarrea alla preparazione di alimenti destinati alla ristorazione collettiva e assistenza soggetti a rischio (bambini, anziani, ammalati).
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