La gonartrosi è una malattia cronica degenerativa che si manifesta a livello articolare con interessamento specifico della cartilagine del ginocchio in associazione a fenomeni di generazione dell’osso sottostante; colpisce infatti soprattutto soggetti anziani o di sesso femminile.
Può essere grossolanamente definita una sorta di “usura” dei capi articolari, nella quale lo strato di cartilagine che riveste i condili femorali e i piatti tibiali si assottiglia progressivamente fino ad esporre l’osso sottostante.
l liquido reattivo che si accumula all'interno del ginocchio artrosico tende a trovare sfogo posteriormente, dove le pareti della capsula articolare sono più deboli. Si produce quindi una raccolta fluida palpabile nell'incavo del ginocchio (poplite), la cosiddetta "cisti poplitea di Baker"
Molti sembrano i fattori che hanno importanza nel favorire e sviluppo dell’artrosi del ginocchio:
- Eccesso di peso: le donne obese vanno incontro più frequentemente a questa patologia degenerativa;
- Deviazioni dell’asse;
- Sovraccarico funzionale: spesso è dovuto al tipo di attività svolta dal paziente; in questo caso assume particolare importanza il microtraumatismo ripetuto;
- Invecchiamento;
- Ereditarietà: l’influenza del fattore genetico può esplicarsi in maniera diretta o indiretta. Nel primo caso può influire sulla qualità della cartilagine articolare o sulla composizione della sostanza fondamentale amorfa (SFA) della cartilagine stessa. Un meccanismo indiretto può essere rappresentato dall’obesità;
- Fattore endocrino: la netta preponderanza, per il sesso femminile e la comparsa della sintomatologia in menopausa, spinge a considerare il ruolo svolto dagli ormoni ovarici;
- Fattore vascolare: è stato ipotizzato un possibile ruolo della stasi venosa in quanto pazienti affetti da gonartrosi presentano, nel 20 - 40% dei casi, delle varici agli arti inferiori;
- Traumi: episodi traumatici a livello del ginocchio possono essere chiamati in causa nella genesi del fenomeno degenerativo;
- l’asportazione dei menischi e la pratica di alcuni sport.
I sintomi generlmente si manifestano innanzitutto con ginocchio artrosico dolente (gonalgia).
Il dolore in principio è occasionale, conseguente in genere a sforzo (es. una lunga camminata, alcune rampe di scale...), e viene prontamente alleviato dal riposo. Con il tempo, esso può divenire permanente, fino a disturbare il sonno.
La diagnosi di gonartrosi è squisitamente radiologica. E’ sufficiente una radiografia in carico (cioè con il paziente in piedi, così da dimostrare con certezza la riduzione della rima articolare) nelle due proiezioni standard (anteroposteriore e laterale) per evidenziare i quattro segni radiologici fondamentali dell’artrosi: riduzione della rima articolare, addensamento dell’osso subcondrale, geodi (ovvero cavitazioni dell’osso, più rare nel ginocchio di quanto non si osservi nell'anca) e osteofiti.
La soluzione più efficace della gonartrosi è chirurgica ed è rappresentata dalla protesi di ginocchio (totale o monocompartimentale a seconda del quadro clinico). Tuttavia l'eccessiva invasività possono consigliare altre terapie.
La terapia farmacologica è essenzialmente palliativa e dovrebbe essere impiegata, in modo possibilmente ciclico e non continuativo.
Uno dei trattamenti impiegati, introdotto nei primi anni ’70, è la terapia viscosupplementativa. Questa terapia, di competenza prettamente specialistica, viene eseguita mediante una serie di 3-4 infiltrazioni endoarticolari di preparati a base di acido jaluronico (HA). La finalità della viscosupplementazione è il miglioramento della lubrificazione del ginocchio e del trofismo delle cartilagini.
Presso l’Agenzia di Recupero e Riabilitazione dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Careggi di Firenze, Tamara Viliani, assieme ai suoi collaboratori, ha diretto uno studio clinico per confrontare l’efficacia terapeutica della Hilterapia, rispetto alla più nota viscosupplementazione, nel trattamento della osteoartrite del ginocchio.
I risultati dello studio, confermando l’efficacia della viscosupplementazione, hanno dimostrato che la Hilterapia risulta, dal punto di vista clinico, analogamente efficace nel trattamento della osteoartrite del ginocchio a breve e medio termine.
Come sottolinea la Dr.ssa Viliani: “Questa nuova metodologia che è indolore, confortevole per il paziente e non-invasiva, può essere un valido strumento terapeutico per la gestione nel tempo del paziente con patologia osteoarticolare, consentendo un ottimo controllo del dolore e il miglioramento funzionale quasi in assenza di controindicazioni.
L’efficacia della HILT varia poi al variare dei parametri e del numero di sedute, che il medico può scegliere e adattare in relazione all’obiettivo clinico e alle esigenze del paziente”.
Vi sono anche altre terapie, alcune però non hanno ancora dimostrato la loro efficacia.
Fonti: AOU di Careggi di Firenze, anca e ginocchio
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