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PEC obbligatoria per professionisti iscritti in albi

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PEC posta elettronica certificataLa posta elettronica certificata (PEC) è uno strumento che permette di dare, ad un messaggio di posta elettronica, lo stesso valore di una raccomandata con avviso di ricezione tradizionale. La PEC può aggiungere inoltre la certificazione del contenuto del messaggio solo se in combinazione con un certificato digitale.

Il Decreto legge del 29 novembre 2008, n. 185 dice: I professionisti iscritti in albi ed elenchi istituiti con legge dello Stato comunicano ai rispettivi ordini o collegi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Gli ordini e i collegi pubblicano in un elenco consultabile in via telematica i dati identificativi degli iscritti con il relativo indirizzo di posta elettronica certificata.”

La PEC rende in forma elettronica più o meno ciò che dà la posta raccomandata con ricevuta di ritorno: vengono certificate la spedizione, presa in carico, integrità del messaggio, ed eventuale ricezione del messaggio. Il tutto a partire da e verso una casella "fatta apposta", il che significa che non sono servizi applicabili alle caselle che già usiamo, ma abbiamo bisogno di una casella nuova. E, come è ovvio, non garantisce la lettura dei messaggi: semplicemente, nel migliore dei casi, la consegna al programma di posta elettronica del destinatario, se si connette.

La PEC italiana non è uno standard internazionale, ma la politica legislativa vorrebbe imporre l'uso di tale strumento ai cittadini, ai professionisti e alle imprese italiane a dispetto della scarsa informatizzazione del Paese.

ACI e INPS ed altri hanno, iniziato a distribuire PEC della quale non sono ancora chiari i limiti di utilizzo (solo rapporti con la PA e gli enti che la rilasceranno o, finalmente, una PEC a norma di legge utilizzabile in ogni contesto?), presso le camere di commercio prosegue la distribuzione massiccia di indirizzi di posta elettronica certificata assegnati "gratuitamente" da INFOCERT ad ogni nuova impresa della quale si chieda l'iscrizione nel registro delle imprese e, last but not least, tutti gli ordini professionali - sebbene in un clima di enorme confusione - stanno cercando di garantire ai propri iscritti, così come richiesto dalla normativa vigente, un indirizzo di posta elettronica certificata.

In assenza di un'anagrafe nazionale - o di una rete di anagrafi regionali interoperabili - dei domicili informatici contenente tutti gli indirizzi di posta elettronica certificata individuati dai cittadini italiani, ogniqualvolta si procederà all'inoltro di una comunicazione a mezzo PEC occorrerà verificare se si stia utilizzando il corretto indirizzo. L'attivazione della Pec e le comunicazioni che transitano per la predetta casella di Pec sono senza oneri per il cittadino. Il servizio sarà disponibile per tutti i cittadini italiani nei primi mesi del 2010.

Ogni cittadino sarà titolare di decine di indirizzi di posta elettronica certificata fornitigli dalle amministrazioni centrali e periferiche, dai diversi enti con i quali si troverà ad interagire, dalle società di telecomunicazione nella speranza di fidelizzare la propria clientela, dagli ordini professionali di appartenenza e, ancora, da decine di altri soggetti e per decine di altri scopi.

Nessuna semplificazione, dunque, all'orizzonte solo la costruzione dell'ennesima infrastruttura informatico-giuridica destinata ad essere snobbata dal mondo degli affari, superata dai tempi e a costituire un ennensimo freno allo sviluppo del mercato come già accaduto in occasione dell'introduzione nell'ordinamento delle firme digitali.

Non si tratta di opporsi all'innovazione ma al contrario di promuoverla partendo, tuttavia, da metodi e processi piuttosto che dalla tecnologia imposta per legge e in monopolio.

Nel messaggio PEC si usa s-mime per firmare la cosi detta “busta di trasporto” e non il contenuto del messaggio che viaggia in chiaro a meno che non ci si fornisce di ulteriore certificato S-mime per firmarlo, ma la corrispondenza a norma universalmente riconosciuta oltre che sancita dall’art. 15 della nostra Costituzione recita “La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili."

Attualmente con la PEC è come inviare una raccomandata lasciandone una copia del contenuto nell’ufficio postale di partenza e di arrivo. Insomma l'Italia di questo governo che ha fallito per la digitalizzazione della PA mette il carro davanti ai buoi con le tecnologie, usando leggi coercitive e standard inesistenti, intanto, il resto del mondo, comunica senza PEC. (Da puntoinformatico, enzoblog e altri) Non è certo un caso che ancora nemmeno gli USA, notoriamente all'avanguardia nell'informatica, utilizza la Pec.

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