Associazione Salute

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Decreto Brunetta riduce i diritti

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Il Decreto Brunetta entrerà  in vigore dal 1° gennaio 2010 e ci sarà tempo fino al 31/12/2010 per l'adeguamento di enti locali e sanità.

Nel frattempo il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, ha firmato il decreto che innalza a 7 ore la reperibilità nei giorni di malattia e che entrerà in vigore nei prossimi giorni.

Con il Decreto del 18 dicembre 2009 n° 206 pubblicato nella G.U.R.I. serie generale n° 15 del 20/01/2010 sono state determinate le fasce orarie di reperibilità per i pubblici dipendenti in caso di assenza per malattia.

I dipendenti statali dovranno rimanere a casa per la visita medico-fiscale nelle seguenti ore (anche nei giorni non lavorativi e festivi):

  • dalle 9:00 alle 13:00
  • dalle 15:00 alle 18:00
Finalmente però si introduce il principio dell’esclusione dall’obbligo di reperibilità nei casi in cui l’assenza per malattia sia dovuta a:
  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
  • infortuni sul lavoro;
  • patologie per riconosciuta causa di servizio;
  • stati patologici sottesi o connessi alla situazione di invalidità riconosciuta.

Si considerano inoltre esonerati dall’obbligo di reperibilità i dipendenti pubblici nei confronti dei quali sia già stata effettuata la visita fiscale, per il periodo indicato nella prognosi.

Il ministro ha dichiarato di aver deciso questo giro di vite sulle fasce di reperibilità a causa dell’impennata delle assenze per malattia registrata negli ultimi mesi tra gli statali, dopo il ripristino a giugno dell’orario di 4 ore. In realtà c'è stato una inchiesta dell'Espresso che ha svelato i falsi dati utilizzati in passato per ampliare il trend di riduzione assenze per malattia.

Come non ricordare poi che c'è stata l'influenza h1n1 ad incrementare il numero di malati proprio tra settembre e dicembre? Reintroducendo adesso un maggior numero di ore spera di ripetere la precedente performance, perchè l'influenza suina è finita.

Tornando al Decreto Brunetta, di imminente attuazione, rimangono 12 mesi per l'adeguamento. Le conseguenze saranno parecchio pesanti per i lavoratori pubblici e per i diritti dei cittadini.

A seguire studi della CGIL che analizzano la situazione dal punto di vista legislativo, prevedendo le possibili conseguenze. A chi legge l’onere di farsi una propria opinione di trarne le conseguenze.

Il punto più controverso è l’attribuzione dei “premi”. Il personale sarà classificato in tre fasce di merito:

  • il 25% sarà nella fascia “alta” e si vedrà attribuito il 50% delle risorse disponibili;
  • il 50% nella fascia media avrà la restante metà;
  • l‘ultimo 25% non avrà nulla.
Uno su quattro dei dipendenti di una UO ospedaliera o territoriale non avrà quindi nulla, anche se l’UO avesse, per ipotesi, raggiunto tutti gli obiettivi prefissati. Sarà estremamente difficile per il responsabile la gestione di un siffatto modello: potrebbe trovarsi in una situazione in cui ogni compito attribuito ai collaboratori è stato attuato e dovere comunque effettuare una classificazione che farebbe perdere a uno su quattro la corresponsione del premio.
Prova ad immaginare quale criterio adotteranno i dirigenti? Quali saranno gli strumenti di difesa dei diritti dei lavoratori? Ecco, il modello cinese è bello e servito (scarica e leggi schiavi moderni)
In realtà si tratta di tagli e riduzione dei diritti dei cittadini, perchè colpendo i diritti dei dipendenti si otterrà una riduzione dei diritti di tutti i cittadini.
Così come avviene in Cina, ed altri paesi autoritari, in cui i diritti dei lavoratori non sono tutelati, il meccanismo soffoca tutti i cittadini e l'efficienza dei servizi è solo apparente, ma soprattutto si ampliano le discriminazioni ed i favoritismi. Ads by Google
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