Il Governo sembra implicato in ogni sorta di corruzione, con altri sospetti che si addensano nell'inchiesta in corso a Perugia sul ministro Matteoli, sull'ex ministro Lunardi, mentre nuovi accertamenti sarebbero in corso su Bondi. Lo riporta Libero nel titolo che apre la prima pagina, ma conferme arrivano anche da altri quotidiani - da Il Fatto al Secolo XIX. Le nuove ombre arrivano dall'interrogatorio dell'architetto Angelo Zampolini, l'uomo che smistava assegni per conto di Diego Anemone (tra i quali quelli per la casa-barzelletta di Scajola).
Zampolini, in sostanza, ha confermato gli indizi che nell'inchiesta Grandi opere portano appunto a Matteoli e Lunardi. Per questi due, insieme al ministro Bondi si parlerebbe di movimenti bancari transitati su una banca estera e sui quali sarebbero in corso accertamenti finanziari.
Ma per Berlusconi tutto questo non interessa o forse per questo vuole solo tappare le bocche dei giornalisti liberi (che sono già pochi). Figuriamoci, mentre l'Europa vive il dramma della crisi, le borse sprofondano, l'Euro vacilla, l'Italia declassata da Free house per la libertà di stampa, gli scandali per le case comprate da Anemone non si placano nel Consiglio dei Ministri il Lìder màximo si preoccupò del programma "Parla con me".
Ora contro il DL per imbavagliare la libertà di stampa addirittura arriva un monito dagli USA. «Non vorremmo mai che succedesse qualcosa che impedisse ai magistrati italiani di fare l’ottimo lavoro svolto finora: le intercettazioni sono uno strumento essenziale per le indagini nella lotta alla criminalità organizzata», lo dice in una conferenza stampa all’ambasciata a Roma il sottosegretario al Dipartimento di Giustizia con delega alla criminalità organizzata internazionale Lanny A. Brauer.
Contro le norme contenute nel ddl, che «rappresentano un grave attacco alla libertà di stampa e di espressione», è sceso in campo anche un gigante dell’informazione come Sky, che in una nota ha annunciato che «chiederà un intervento a tutte le autorità internazionali competenti, anche ricorrendo presso la Corte europea dei diritti dell’Uomo». Sull'argomento è intervenuto questa mattina anche Montezemolo: «Condivido la linea degli editori, e ho visto anche come un editore importante e innovativo come quello di Sky, segnalino un’anomalia rispetto ad altri paesi europei. Quindi credo che ci sia la necessità di parlare e, da un lato, tutelare la privacy poichè la pratica delle intercettazioni non è più accettabile nei confronti dei singoli cittadini, e dall’altra però utilizzare lo strumento fondamentale in tante indagini e processi».
Anche i finiani intanto prendono le distanze dal ddl. «Stiamo però attenti a non gettare con l’acqua sporca anche il bambino, limitando l’uso di questo strumento d’indagine e comprimendo la libertà di stampa e quindi anche il diritto degli italiani di conoscere cosa sta accadendo, specialmente nel caso di personaggi pubblici»
Infine Karin Karleker, ricercatrice e direttrice di Freedom House, l'organizzazione autonoma con sede negli Stati Uniti, che monitora dal 1980 la libertà di stampa dice che da diversi anni classifica l'Italia come l'unico Paese "partly free" (parzialmente libero) dell'Europa occidentale sotto il profilo della libertà di stampa, ma adesso Freedom House avverte: se il Ddl intercettazioni venisse approvato, la situazione in Italia non potrebbe che peggiorare. La normativa avrà come conseguenza quella di "punire i giornalisti che scrivono di informazioni che sono di pubblico dominio o di notizie di pubblico interesse", dichiara in un'intervista all'agenzia Bloomberg .
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