Le convenzioni internazionali e l’ONU pretendono dagli Stati l’introduzione del reato di tortura. Il Governo Berlusconi, in perfetto stile autoritario, risponde con un niet: nell’ordinamento italiano non verrà introdotto. Mi chiedo perchè è così importante vietare le intercettazioni dei politici e le pubblicazioni mentre si nega una norma per punire i torturatori? Si vuole libertà di torturare, non di informare.
..Che cos’è la tortura? E’ qualunque violenza o coercizione, fisica o psichica, esercitata su una persona per estorcerle una confessione o informazioni, per umiliarla, punirla o intimidirla. La tortura offende la dignità umana, produce sofferenza fisica e/o psicologica. La tortura è necessaria ai regimi, anche quelli contemporanei che evitano, fin quando possibile, l’olio di ricino, preferendo le forme di violenza morale e psicologica.
La tortura è un arnese mai arrugginito che può tornare utile ad un governo che utilizza la criminalizzazione del dissenso come programma politico. La pratica della tortura appartiene a quelle forze reazionarie che stanno alla base dell’introduzione della colpa d’autore attraverso la punizione degli immigrati solo perché clandestini. La tortura può tornare utile in un momento storico in cui non è difficile prevedere una ripresa del conflitto sociale, un ritorno alla disobbedienza civile di fronte all’abuso del diritto ed all’uso illegittimo della legge, alla nascita di una sana e pacifica ribellione sociale, ad un fermento del movimentismo di piazza. La partecipazione democratica può essere repressa anche con la tortura. Del resto, il regime considera il dissenso sovversione. La piazza è pericolosa ai padroni del pensiero unico. La devianza, invece, non è nella partecipazione democratica, ma nel Governo che si pone, ormai, al di fuori dell’ordine costituzionale conducendo un disegno di annichilimento della democrazia. (da: luigidemagistris.it - Ads Google)






