“Procedere, se necessario, anche alla revoca dell’aggiudicazione del servizio ‘Metromare’ che dal 28 giugno scorso è attivo nello Stretto di Messina”. E’ quanto chiede il presidente dei senatori Udc, Gianpiero D’Alia, (quello che ha presentato l'emendamento per la "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet") in una interpellanza indirizzata al ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli.
Per D'Alia il collegamento con l'Aereoporto è fondamentale «Senza le opportune coincidenze il sevizio sarebbe del tutto insufficiente se non inutile. La situazione appare del tutto paradossale, in quanto si sarebbero dovute naturalmente assicurare le coincidenze con i principali voli. Sembra quindi assurdo la mancata previsione di questa normale esigenza nel contratto e la conseguente richiesta da parte del Consorzio di ingenti risorse aggiuntive per avviare un servizio che altrimenti non avrebbe ragion d'essere».
E' tutta una questione di soldi, perchè non rimodulare tutto in modo da mantenere il numero di corse ipotizzate ma con orari accettabili per tutti i collegamenti? Soprattutto, perchè non si individuano le colpe di chi ha dereminato così gravi errori valutativi? Gli errori, infatti, sono talmente macroscopici da apparire persino dolosamente predeterminati.
Semplicemente ciò che interessa è giustificare le ingenti richieste di risorse aggiuntive!
Con quale criteri infatti hanno determinato gli orari di attraversamento in 25 minuti? Nonostante da Messina a Reggio Calabria e viceversa si effettua con un tempo minimo di 35 minuti, visto che per fare la rotatoria ed entrare in porto ad una velocità non superiore ai 7 nodi (seguendo le ordinanze della Capitaneria di Porto) che spiega un tempo superiore rispetto al passato. «Da qui ne deriva la mancanza di puntualità di ogni corsa» lo dice On.Garofalo in una lettera inviata ai responsabili del Consorzio Metromare composto da Rfi e Ustica Lines.
E poi, un’altra osservazione dell'On.Garofalo, consiste nella attuale distribuzione di corse: in 15 ore si attuano sulla rotta Messina - Reggio Calabria 14 corse giornaliere, con un criterio che appare poco rispondente alle esigenze dei pendolari, tanto è vero che alcuni viaggi sono poco frequentati.
Garofalo sottolinea anche le “pecche” dal punto di vista economico: «In un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, si è passati dal costo del singolo biglietto di euro 2,80 e di 4,50 andata e ritorno nell’arco della stessa giornata, al costo di euro 3,50 corsa singola e 7 euro andata e ritorno.»
In ultimo, ma non per questo meno importante, l’ex presidente dell’Autorità Portuale rileva un disagio “pratico”: «Precedentemente l’abbonamento era costituito da una tesserina magnetica che ad ogni imbarco l’utente strisciava per il passaggio, ora invece l’utente deve andare in biglietteria e farsi rilasciare un biglietto dopo aver consegnato un coupon dell’abbonamento - conclude Garofalo -. Poichè dall’imbarco alla biglietteria di Messina ci sono circa 300 metri, una considerevole distanza da percorrere a piedi sotto il sole o in balìa di pioggia e vento, gli utenti rischiano di perdere il “mezzo veloce” anche a causa delle interminabili file che si formano alla biglietteria. In precedenza, c’era la possibilità di fare i biglietti anche sull’imbarcazione, ora non più».
Insomma, se c'è un caprone che non ha le competenze, venga almeno individuato e messo alla porta, può essere che arrivi qualcuno che sappia come risistemare la baracca, magari senza la necessità di ricorrere a ulteriori ingenti risorse. Già, ma questa sarebbe una iattura catastrofica per i nostri politici.
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