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La corruzione organizzata di Cesare e le toghe sporche

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berlusconi_28-12La loggia massonica Propaganda Due, più nota come P2, già appartenente al Grande Oriente d'Italia, è stata una loggia segreta, nata con evidenti fini di sovversione dell'assetto socio-politico-istituzionale italiano. Silvio Berlusconi, come ben dovremmo sapere, era un'iscritto alla P2 (dal 26/1/1978) tessera n.1816, codice E. 19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, come risulta dai documenti e dalle ricevute sequestrate ai capi della loggia. Berlusconi però ha negato la sua partecipazione alla P2 (anche per lui qualcuno ha firmato a sua insaputa). 

Le carte dell'inchiesta sulla nuova P3 scoprono l'abisso nel quale stava e sta tuttora per precipitare la nostra democrazia.

La pericolosità criminale di questa "rete" al servizio di Silvio Berlusconi viene fuori con paurosa chiarezza, a leggere le centinaia di pagine dei verbali.

Licio Gelli capo P2Si resta allibiti nel verificare la frenetica "attività" del comitato d'affari, riunito intorno al coordinatore di fiducia del Cavaliere dentro al Pdl Denis Verdini, al suo braccio destro nell'avventura di Publitalia e di Forza Italia Marcello Dell'Utri, al sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo, e a personaggi come Flavio Carboni, Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi. 

La TV tace, passa la notiziola in pochi secondi, un putiferio che tocca i più importanti poteri del Governo lasciati senza approfondimenti. Il 70% degli italiani non saprà e ancora non sa degli scandali e cosa stia accadendo. All'estero si meravigliano perchè credono ancora che l'Italia sia un paese democratico.

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Come al tempo del Premier che va con minorenni e put...., l'ingegneria mediatica del cavaliere ha impostato la specifica strategia, così ironizzano i cantori berlusconiani e i frenatori terzisti, per trasformare in burletta il nuovo scandalo dell'eolico. In realtà, l'esame di questo inquietante canovaccio di contatti, di colloqui, di incontri tra Verdini, Dell'Utri, Caliendo, Cosentino e una colorita schiera di affaristi senza scrupoli, magistrati senza etica, trafficanti del sottobosco campano del Pdl, suggerisce un'altra trama. Drammatica, per chi la voglia capire fino in fondo, rifiutando le comode banalizzazioni di regime. Tragica, per chi ha a cuore lo Stato di diritto ferito a morte e le sorti di questa democrazia sempre più squalificata. La trama è quella di un gigantesco, pericoloso "Romanzo criminale". Scritto, ideato e sceneggiato "in nome di Cesare". (da Repubblica)

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Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Luglio 2010 11:40  

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