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Aria a scuola più inquinata che in strada

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Le scuole sono spesso più inquinate delle strade cittadine. In molti casi sostanze come il PM10 (le polveri sottili) o la formaldeide, un gas emesso dagli arredi interni sono presenti in concentrazioni maggiori in classe piuttosto che all'aria aperta mettendo a rischio la salute dei bambini, che passano molto spesso un terzo della loro giornata a scuola, con malattie delle vie respiratorie, asma e allergie.

[google shared salute Sicilia] Questa immagine della salute nelle scuole italiane emerge dallo studio "Qualità dell'aria nelle scuole, un dovere di tutti, un diritto dei bambini", presentato a Parma e promosso dal Ministero italiano dell'Ambiente, del Territorio e del Mare in collaborazione con il Rec, il Regional Environmental Center di Budapest.

Lo studio oltre all'Italia ha passato anche al setaccio le scuole di altri 5 paesi, Albania, Boemia, Erzegovina, Serbia e Slovacchia per promuovere il miglioramento dell'aria interna nella scuola e ridurre il rischio salute nei bambini. "I bambini - ha detto il Direttore generale del Ministero dell'Ambiente, Corrado Clini - sono l'indicatore più sensibile delle relazioni tra fattori di rischio ambientale e salute delle popolazioni. La comunità internazionale ha assunto da tempo l'obiettivo comune della protezione della salute dei bambini dall'inquinamento ambientale e dai relativi fattori di rischio presenti nell'aria, negli alimenti, nell'acqua".

Sono state 13 le scuole italiane osservate in 6 Regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Sicilia e Sardegna) e sono stati circa 1.000 gli alunni coinvolti. La fotografia scattata è quella di edifici scolastici vecchi, circa il 50% è stato costruito prima del 1960.

Gli edifici più vetusti hanno subito ristrutturazioni in cui spesso sono stati usati materiali contenenti composti tossici come la formaldeide che, ad esempio, nelle scuole siciliane monitorate e' presente con concentrazioni circa 6 volte superiori a quelle esterne. Un altro nemico presente in classe è il PM10.

I valori di Pm10 sono sempre superiori all'interno della scuola per il cumularsi delle polveri sottili esterne derivanti dal traffico a quelle generate all'interno, come il gesso delle lavagne. Le più alte concentrazioni di Pm10 in classe sono state registrate in Piemonte (185 microgrammi m3), le più basse nel Lazio con 35 microgrammi m3. Lo studio ha anche analizzato la salute dei bambini, evidenziando la percentuale maggiore di casi di tosse frequente tra i bambini delle scuole dell'Emilia Romagna e del Lazio.

Per i bambini i dati più recenti mostrano un aumento delle malattie allergiche e dell'asma e la rilevazione compiuta nelle 13 scuole riflette questa tendenza: il 27,6% degli alunni esaminati soffre infatti di rinite, il 21,9% di tosse, il 19,9% di allergie, il 10,4% di asma.

A questi rischi per la salute ormai consolidati, oggi - osserva lo studio - se ne aggiungono altri legati ai cambiamenti climatici. L'interazione tra aumento della temperatura, ozono e particolato potrebbe aumentare la tossicità del particolato, la variazioni di temperatura e umidità può favorire la colonizzazione di acari e muffe che scatenano allergie e i pollini e le spore dilatano la loro stagione grazie alle temperature più elevate.

La ricerca indica anche alcuni semplici accorgimenti  per sconfiggere i pericoli in classe. Primo fra tutti l'utilizzo delle piante mangia-veleni, che riescono a rimuovere lo sostanze tossiche dall'aria. La felce e il ficus benjamin ad esempio rimuovono da 12 a 20 microgrammi l'ora di formaldeide, ma ci sono anche gerbere, crisantemi, filodendri e pothos che riescono a svolgere al meglio il loro ruolo di ammazza-veleni. Ne aggiungo altre ancora più efficaci: areare saltuariamente la classe, aprendo per alcuni minuti le finestre; usare poco il gesso e dopo lavarsi le mani (con sapone).

La ricerca italiana fa parte del più ampio progetto Search (School environment and respiratory Health of children) che ha esaminato le scuole dei sei paesi tra il 2005 e il 2009. (da Adnkronos)

Il 24% delle malattie e il 23% delle morti nel mondo sono attribuibili ai fattori ambientali che causano più del 33% delle malattie nei bambini al di sotto dei 5 anni. È questo il quadro allarmante disegnato dal ministro della salute Ferruccio Fazio alla presentazione della V conferenza ministeriale Ambiente e Salute.

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