Altro che energia elettrica a buon mercato per tutti. Per finanziare il nucleare, le bollette rincareranno in Inghilterra anche del 25% nei prossimi 10 anni.
La notizia può rendere l’idea di cosa accadrà in Italia con il ritorno al nucleare. Le rosee previsioni del Governo sono state già smentite da Citigroup.
In Finlandia, la costruzione del reattore Epr di Olkiluoto (lo stesso tipo di quelli che si vogliono realizzare in Italia) ha costi ormai fuori controllo e sta accumulando ritardi. Senza contare i problemi di sicurezza sollevati dalle autorità nazionali di controllo e quelli rivelati in Francia da un’anonima fonte interna a Edf.
Nessuna società privata è disposta ad imbarcarsi in investimenti di ammontare altissimo e sostanzialmente ignoto senza l’appoggio, anche economico, del Governo.
Così Obama (alla faccia delle promesse elettorali) sosterrà con fondi statali la costruzione di due centrali nucleari negli Usa, le prime da trent’anni a questa parte.
E le dolorose ripercussioni sui consumatori? Il tema è vivo in Gran Bretagna, dove il Governo vorrebbe costruire 6 centrali nucleari e ritiene necessari investimenti nel settore elettrico per 110.000 miliardi di sterline – 123.000 miliardi di euro – per assicurare l’approvvigionamento di energia e ridurre contemporaneamente le emissioni di gas serra. Così, riferisce il Guardian, sono allo studio finanziamenti al nucleare e alle altre fonti non fossili di energia attraverso le bollette dei consumatori.
Il Governo sostiene che le bollette rincareranno tutt’al più dell’8% in 10 anni. Secondo i calcoli dell’Office of the Gas and Electricity Markets (l’autorità governativa per l’elettricità), i rincari potranno arrivare anche al 25%.
Alla fine è bene chiarire che il nucleare costa più di altre fonti energetiche, differentemente da quanto sbandiera l'attuale governo italiano. [fonte Guardian - da blogeko]
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