Dopo decenni di mala politica e speculazione edilizia, Messina è l’ultima città anche per il Verde Pubblico (0,4 m2 per abitante – Classifica 2009 del Sole 24 ore). Circa quindici mesi fa, cittadini, associazioni, movimenti hanno deciso di portare avanti una forte protesta e proposta attraverso una petizione sintetizzata in tre punti:
1) la creazione di grandi parchi in città attraverso il recupero delle poche aree estese rimaste tra le quali, ad esempio, quelle delle “Cave della Panoramica dello Stretto” o delle aree militari presenti nel perimetro cittadino: Ospedale Militare (Viale Europa), XXIV Artiglieria (Contesse), Marina Militare (Zona Falcata), Brigata Aosta (Bisconte), come già avvenuto, ad esempio, a Bologna con la conversione dell’area militare Prati di Caprara in Parco Pubblico Spadolini;
2) l’individuazione in tutti i quartieri di aree urbane da trasformare in verde attrezzato;
3) la riqualificazione del verde urbano mediante la messa a dimora degli alberi nelle vie sprovviste.
È importante ricordare che ogni anno, nonostante le puntuali proteste, le Amministrazioni sperperano circa 70.000 euro per comprare Alberi di Natale che dopo il 6 Gennaio vengono sistematicamente buttati. Questo è inaccettabile perché le risorse economiche dovrebbero essere usate per piantare nuovi alberi in città ed eventualmente addobbarli (come già si fa, ad esempio, per quelli del Corso Garibaldi o di Piazza Municipio).
In più, ed è la cosa più grave, “l’usa e getta” degli alberi è un esempio devastante e anti-educativo soprattutto per le nuove generazioni. GLI ALBERI NON SI BUTTANO, SI PIANTANO. SONO IL SIMBOLO DELLA VITA. SONO VITA! Da oltre due mesi era stato promesso dall’Amministrazione Comunale un incontro pubblico per consegnare le oltre 7.000 firme raccolte e discutere insieme ai cittadini degli impegni concreti che l’Amministrazione stessa avrebbe dovuto assumere. Con pazienza abbiamo aspettato, invano, quest’incontro. Nell’attesa, noi cittadini vogliamo fare gesti concreti:
COMINCEREMO A PIANTARE GLI ALBERI IN CITTÁ, COME QUESTA MATTINA, SENZA ALCUN PERMESSO DELL’AMMINISTRAZIONE, MA CON IL CONSENSO DELLA NATURA! QUESTO E’ UN GESTO DI OBBEDIENZA CIVILE E SPIRITUALE ALLA MADRE TERRA.
Si dice che il solo battito delle ali di una farfalla in Brasile possa cambiare l’ecosistema di quest’altra parte del mondo. Com’è altrettanto vero che dalla Cina o dall’India l’inquinamento arriva fino a noi. Il mondo è un unico e delicatissimo ecosistema: TUTTI abbiamo il diritto / dovere di fare il possibile per preservarlo perché ognuno di noi è custode della Terra. “Pensare globalmente, agire localmente”, per questo piantare un albero ha un valore universale, immenso. Piantare un albero cambia la vita del mondo. (Renato Accorinti)
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