Il ponte sullo Stretto di Messina non interessa se viene costruito, ma una clausola, a sfavore dello Stato, obbliga a pagare comunque salatissime penali. Se le autoimpone lo Stato a proprio danno. Ora anche per le centrali nucleari lo Stato mette sulla testa dei contribuenti la grave penale. Vae victis!, non ripensateci.
Che questo governo tratta i cittadini come stupidi sudditi non sembra una novità, persino Famiglia Cristiana dopo Farefuturo di Fini se ne accorgono «Chi dissente, va distrutto», Berlusconi ha queste armi (TV e giornali) e le usa.
Il Governo parla di indennizzi alle aziende qualora in futuro l’Italia innestasse la retromarcia. Mette un’ipoteca sul nostro futuro, ci dissanguerà comunque. Ma noi abbiamo la memoria corta, ci scordiamo tutto appena dopo qualche anno dei ladri e malefatte, figuriamoci tra 10 anni!
Si tratta di “una sorta di indennizzo” per le imprese nel caso in cui il programma del Governo sul ritorno al nucleare “non dovesse completarsi o un governo successivo dovesse contraddire la decisione già presa”. O ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra.
Intanto un’analisi appena effettuata da Standard & Poor’s (società di ricerche finanziarie) USA dice che senza finanziamenti pubblici il nucleare non è in grado di reggersi in piedi. Non è competitivo. (Routers).
Il Governo ha pure l'intenzione di accelerare i tempi del ritorno al nucleare: ad annunciarlo è Stefano Saglia , sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico (rimasto ad interim al Presidente del Consiglio), al Meeting di Rimini, a gennaio potrebbero essere attivi già i primi due siti. Non ho ancora capito se è una minaccia.
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