La rivista scientifica The Lancet scende in campo in favore della salute del pianeta e pubblica un serie di articoli per ricordare ai governi di tutto il mondo che i cambiamenti climatici stanno uccidendo lentamente non soltanto la Terra ma anche gli esseri umani che la abitano.
Il monito prende le mosse soprattutto in vista del prossimo incontro mondiale sul clima di Copenaghen e che rischia di essere l’ennesimo “nulla di fatto”in materia di lotta all’inquinamento e al riscaldamento globale.
I nemici del pianeta e dell’uomo hanno diversi nomi: non solo le celeberrime emissioni CO2, ma anche la fuliggine, lo smog, i fumi industriali. Solo questi ultimi sono direttamente collegati a 2,5 milioni di decessi prematuri nel mondo e di gran parte del riscaldamento globale.
Parola di Kirk Smith, ricercatore presso la Berkeley University e autore di uno degli studi pubblicati su The Lancet: “Non c’èdubbio che le emissioni di CO2 rappresentino la principale fonte inquinante dell’aria, ma altri agenti ‘a vita breve’, come appunto il nerofumo e altre particelle prodotte dalla combustione industriale, possono fare danni ancora peggiori”.
Come spesso accade a soffrire di più sono i paesi sud del mondo: Smith ricorda che l’inquinamento causato dall’utilizzo di combustibili poveri come la legna, gli scarti dei raccolti e il letame hanno provocato in maniera diretta e indiretta la morte di due miliardi di persone.
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