Il là alla distribuzione di indennità di carica, gettoni di presenza e consulenze varie lo diede un provvedimento del 28 dicembre del 2005 con cui la Regione trasferì alla Fondazione “Saverio d’Aquino”, nata a luglio del 2004 per gestire il polo oncologico di eccellenza che non c’era allora e non c’è ancora adesso, 500mila euro.
La Regione non specificò che la somma dovesse essere imputata al patrimonio (cosa che si era fatto per gli iniziali contributi di 700mila euro versati dai soci della Fondazione, Regione, Ausl 5, azienda Papardo) e, quindi, non se ne potesse disporre. Di quella somma, così, non è rimasto neanche un euro.
Si è concluso l’iter di liquidazione della Fondazione Saverio D’Aquino, L’organismo è stato giudicato superfluo dall’assessore alla sanità Massimo Russo, che ne ha disposto la soppressione (insieme con le altre due fondazioni per i centri d’eccellenza di Catania e Palermo) mantenendo però la previsione dell’ospedale specializzato, attualmente in costruzione nel complesso di Papardo.
La Fondazione, dotata nel 2006 di personalità giuridica, aveva un consiglio d’amministrazione presieduto dal rettore dell’Ateneo Francesco Tomasello e composto dalla dott. Anna Manasseri in rappresentanza della Regione, dal dott. Salvatore Furnari e dal dott. Giuseppe Parisi, rispettivamente ex direttore generale dell’Ausl e dell’azienda Papardo, che rappresentavano in seno all’organismo. Di esso hanno fatto parte anche il dott. Eugenio Croce, scomparso nel 2007, in qualità di project manager, fino a quando non divenne direttore generale dell’azienda Piemonte, e il dott. Francesco Poli (già direttore generale dell’Ausl 5) in qualità di direttore generale. Riguardo alla gestione economica della Fondazione, una nota dell’Università ha voluto ieri sottolineare che «l’iter di liquidazione si è chiuso con un avanzo di gestione, che dimostra l’oculata utilizzazione dei fondi di gestione operata dal consiglio d’amministrazione presieduto dal prof. Francesco Tomasello, dal collegio dei revisori dei conti, dal direttore generale e dai consulenti. Sulla scorta di questo avanzo di gestione è stato firmato il piano di ripartizione delle somme a suo tempo versate (750.000 euro) dai soci con un aumento del 10%. Altri fondi saranno ulteriormente ripartiti alla definizione dei conti bancari». (n.l.r.) da Gazzetta del SudFIN QUI LA NOTA UFFICIALE DEL RETTORE. NOI, PER FARVI SAPERE DI PIU’, RIPUBBLICHIAMO DUE INCHIESTE DEL SETTIMANALE CENTONOVE SULL’ARGOMENTO
L’INCHIESTA: Tante risorse per nulla (Prosegue su Enricodigiacomo)





