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Stress da lavoro-correlato: obbligo valutazione rischi

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stress_tecnologicoDal prossimo 1 gennaio 2011, i datori di lavoro saranno obbligati ad effettuare la valutazione dei rischi da stress lavoro-correlato. Per farlo, dovranno, per prima cosa, esaminare le fonti di rischio da stress presenti nell'ambiente di lavoro e poi inserirle in un apposito "Documento di Valutazione del Rischio" (DVR), contenente la programmazione delle varie fasi. Sono arrivate, dal Ministero del lavoro, le linee guida necessarie per adempiere a quanto prescritto dal testo unico sulla sicurezza (Dlgs. N. 81 del 2008), tramite una circolare che recepisce le indicazioni della Commissione consultiva istituita dal Testo unico in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

[shared salute Sicilia] Lo stress lavoro-correlato è un concetto introdotto dall’Accordo Europeo sullo stress da lavoro dell’8 ottobre 2004, e definito quale "condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o aspettative riposte in loro".

Un lavoratore su tre, vale a dire circa 41 milioni di persone, in Europa è stressato. Lo dice l'Agenzia europea per la salute e la sicurezza sul lavoro, che ha stimato in oltre 20 miliardi di euro il costo economico dello stress prolungato.

La valutazione dello stress lavoro-correlato va articolate in due fasi:

  • una necessaria (la valutazione preliminare);
  • l'altra eventuale, da attivare nel caso in cui la valutazione preliminare riveli elementi di rischio da stress lavoro-correlato e le misure di correzione adottate si rivelino inefficaci.

Ma come si fa a valutare oggettivamente i rischi da stress, attribuendo persino valori numerici? Il documento della commissione dice quali sono gli indicatori da considerare.

Un primo gruppo è quello degli "eventi sentinella", quali ad esempio:

  • indici infortunistici;
  • assenze per malattia;
  • turnover;
  • procedimenti e sanzioni e segnalazioni del medico competente;
  • specifiche e frequenti lamentele formalizzate da parte dei lavoratori.

Poi ci sono i "fattori di contenuto del lavoro", quali ad esempio:

  • ambiente di lavoro e attrezzature; 
  • carichi e ritmi di lavoro;
  • orario di lavoro e turni;
  • corrispondenza tra le competenze dei lavoratori e i requisiti professionali richiesti.

Infine i "fattori di contesto del lavoro", quali ad esempio:

  • ruolo nell’ambito dell’organizzazione, autonomia decisionale e controllo;
  • conflitti interpersonali al lavoro;
  • evoluzione e sviluppo di carriera;
  • comunicazione (es. incertezza in ordine alle prestazioni richieste)

Le professioni più a rischio di stress da lavoro correlato sono proprio quelle afferenti al settore sanitario, seguite dall’istruzione.

Tra i più generici sintomi dovuti a condizioni di stress da lavoro troviamo, oltre a un diffuso malessere psicofisicostanchezza, dolori muscolari, calo delle difese immunitarie quindi maggiore propensione ad ammalarsi, iperattività, depressione e ansia, irritabilità, problemi all’apparato digerenteincapacità di esprimersi correttamente.

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