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Ospedale Piemonte: paralisi e chiusura?

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Torna alla ribalta la difficile situazione dell'ospedale Piemonte, giunta ad un punto tale da determinare la proclamazione dello stato di agitazione da parte del personale iscritto al sindacato autonomo Fials, che ha richiesto anche un incontro al prefetto.

L'organizzazione sindacale, riunitasi nei giorni scorsi nel presidio ospedaliero di viale Europa, protesta – si legge in una nota – «per la mancata rifunzionalizzazione dell'ospedale Piemonte, per il quale a tutt'oggi non possono essere forniti dati certi in merito all'attivazione dei 121 posti letto previsti dalla dotazione organica nonché all'attivazione delle apparecchiature tecnologiche delle Unità operative, incluse nell'atto aziendale.

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Di contro, si assiste ad un subdolo trasferimento di personale (infermieristico, tecnico e ausiliario) che con avviso di mobilità dovrà essere spostato presso l'ospedale Papardo. Poiché il trasloco al Papardo porterà all'inevitabile paralisi operativa e alla conseguente chiusura dell'ospedale Piemonte chiediamo l'immediato intervento del prefetto al fine di sospendere i provvedimenti manageriali che puntano a danneggiare la funzionalità del presidio».

Il riferimento è al bando di mobilità che entro domani interesserà i paramedici, mentre come rileva la Fials, dal plesso del centro cittadino sono stati già spostati radiologi e infermieri, mentre i prossimi saranno i tecnici di laboratorio. Il sindacato inoltre chiede che «venga utilizzato il ricavato della vendita degli immobili dell'azienda per mettere in sicurezza i padiglioni 4, 5, e 6. Senza contare gli altri finanziamenti previsti dalla Commissione regionale di controllo per lavori di ristrutturazione iniziati e mai terminati».

Ma il documento sindacale si spinge anche oltre, adombrando casi di malasanità attorno a quanto capitato ad alcuni pazienti negli ultimi giorni. Si fa riferimento infatti al decesso di un uomo di 62 anni ricoverato d'urgenza per infarto: «se ci fosse stata l'unità di Emodinamica si sarebbe potuto salvare?», chiede la Fials segnalando che un destino fatale ha colpito anche un altro paziente di 54 anni nella giornata di domenica. Ieri, invece, – sempre secondo quanto denunciato dalla sigla autonoma – un paziente giunto al Piemonte è stato trasportato al Papardo per un'angioplastica e poi riportato al Piemonte, dove ora si trova in Rianimazione.

Il sindacato punta dunque il dito su «decessi "ambigui"» che potrebbero avere «come causa la mancanza dei servizi». Chiaramente, sarà la magistratura, interessata nel caso del 62enne dai parenti, a chiarire i delicati contorni del fatti e l'evitabilità o meno della tragica conclusione, ma il sindacato continua a manifestare preoccupazione per la «preoccupante azione di svuotamento dei servizi primari per il pronto soccorso».

Di tutt'altro avviso, ovviamente, la dirigenza aziendale, che ieri ha replicato a stretto giro alle accuse mosse dai rappresentanti dei lavoratori. «Un allarmismo ingiustificato» taglia corto il direttore generale dell'Azienda ospedali riuniti Armando Caruso. «Questa direzione generale – prosegue il manager – ha agito sempre, anche in tema di mobilità del personale, nel rispetto delle linee guida assessoriali alla luce delle quali si è proceduto a predisporre apposito regolamento aziendale concordato con tutte le organizzazioni sindacali e sottoscritto dalle stesse, col quale si è proceduto a regolamentare la mobilità interna interpresidiale, per venire incontro alle eventuali carenze che dovessero insorgere nelle Unità operative complesse aziendali per quanto concerne il personale del comparto».

«Fermo restando – prosegue Caruso – il numero dei posti letto fissato dal Decreto Regionale in n. 121, tenuto conto dell'attuale rimodulazione e riorganizzazione dei posti letto dei due presìdi, anche a causa dell'attività di ristrutturazione di vari padiglioni presenti presso il Piemonte, si è proceduto a trasferire ed accorpare alcune Unità Operative presso il Papardo. Le citate attività, tutte inserite in locali adeguati sismicamente, hanno comportato parimenti una diminuzione dei posti letto presso il plesso ospedaliero Piemonte (n. 78 posti letto), con una naturale diminuzione della normale attività di degenza. Tenuto conto di ciò, questa Amministrazione ha ritenuto opportuno procedere a predisporre apposite graduatorie di personale infermieristico ed ausiliario dalle quali eventualmente attingere qualora fosse necessario, assicurando comunque la piena funzionalità ed operatività del Piemonte. Si precisa, infine, che è specifico compito della direzione aziendale procedere all'allocazione delle risorse umane dove risulti necessario, nel rispetto della normativa regolamentare». (GdS - Natalia La Rosa)

 

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