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Messina: apparecchiature RMN senza tecnici

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vignetta-sanita-malataMolti i dubbi all'indomani della conferenza stampa indetta dal Sindaco Accorinti e dall'Assessore Mantineo in merito alla problematica della Risonanza magnetica nucleare (RMN) del Margherita che il manager dell'ASP5 vuole trasferire a Barcellona PG. 

L'argomento principale che ha tenuto banco è se tale apparecchiatura sia più utile al Margherita o a Barcellona e che comunque la stessa potrà garantire abbattimento di liste di attesa...

Ma è davvero così?

La FP CGIL ha delle perplessità, alcune manifestate in quella sede ma passate inosservate proprio perché i "riflettori" erano inevitabilmente puntati sulla delegazione politica presente e sulle loro idee in merito alla ubicazione della tanto contesa apparecchiatura.

Appare doverosa, dichiara Clara Crocè, una precisazione in merito a questa problematica e per darla abbiamo fatto le nostre ricerche dalle quali emerge un dato eclatante: nel mondo la maggior concentrazione come numero di apparecchiature RMN è in Grecia ed al 2° posto si piazza l'Italia che "concentra" questa tecnologia maggiormente nel Meridione, che a sua volta conta un numero di RMN assimilabile a quelle presenti negli USA! Si, sembra strano ma è così, tuttavia non possiamo sicuramente essere assimilati a loro in termini di efficienza del SSN quantomeno per la qualità percepita.

Ma se abbiamo tutte queste RMN perché i cittadini aspettano mesi per poter usufruire di questa tecnologia?

Ecco che siamo arrivati al vero, reale problema che a quel tavolo non è stato trattato, se non in chiusura dall'intervento della FP-CGIL appunto: queste macchine da sole non lavorano, dichiarò Trino RSA Papardo-Piemonte, indipendentemente da dove sono ubicate, servono invece le "giuste" maestranze.

Ed è proprio questa la strada da percorrere per venire a capo di questa problematica: ottimizzazione nell'uso di queste macchine in termini sia qualitativi che quantitativi e questa si può ottenere solo attraverso un attenta analisi di più fattori.

Innanzitutto c'è da dire che tale metodica manca di appropriatezza diagnostico-prescrittiva perché utilizzata impropriamente senza il prezioso filtro dello specialista (il radiologo) per cui ci si ritrova ad effettuare esami talvolta inutili o perlomeno non dirimenti ai fini diagnostici che comunque intasano le lunghissime file di attesa. Sull'allocazione delle macchine appare evidente che non esiste una reale progettualità che mira a dotare le strutture delle giuste attrezzature in funzione dei locali, delle professionalità esistenti, della "domanda", di un reale atto di indirizzo manageriale. Praticamente vige la regola: "intanto si compra poi si vede!".

 Durante la conferenza stampa al comune "qualcuno" disse che tale risonanza è essenziale a Barcellona perché la zona Nebroidea è "scoperta" e qualcun'altro disse che era importante in virtù della presenza di una Stroke Unit proprio a Barcellona. Anche su questo occorre fare chiarezza: innanzitutto per coprire la zona Nebroidea non ha senso allocare la RMN a Barcellona vista la presenza alla limitrofa Milazzo ma sarebbe semmai il caso di metterla a Patti! Per quanto riguarda la Stroke Unit occorre fare qualche inciso più dettagliato. Le Stroke Unit, sono delle unità specializzate nella diagnosi e nella terapia tempestiva dei casi di ictus, non presenti in tutti gli ospedali, che possano assicurare una riduzione sensibile della mortalità a seguito di un evento ischemico, attraverso la cosiddetta trombolisi (terapia iniettava di farmaci capaci di sciogliere coaguli di sangue all'interno dei vasi).

Esistono Stroke Unit di I°, II° e III° livello: chiaramente più alto è il livello più performante deve essere la risposta in termini professionali (più professionisti multidisciplinari) e strutturali (dotazioni tecnologiche). A Barcellona è attiva la Stroke Unit di I° livello (ma ne abbiamo una anche a S. Agata di Militello per la quale, in base allo stesso criterio non è stata chiesta alcuna RMN-praticamente 2 pesi e 2 misure) che necessita di una Tac, che già ha, di un radiologo e di un neurologo, già presenti; con questa "dotazione" di per se si è in grado di stabilire se un paziente colpito da ictus ischemico è suscettibile di trattamento trombolitico che, si precisa, deve essere fatto entro 3/4 ore dall'evento stesso per avere margini di risultato positivo. Superato tale tempo risulta inutile ed inefficace; per doverosa "cronaca" è opportuno puntualizzare che solo il 4% dei pazienti colpiti da ictus ischemico sono suscettibili di trombolisi.

Quanto detto esplicita chiaramente come il fattore tempo sia una "conditio sine qua non" e se 3/4 ore possono sembrare tante in realtà non è così perché bisogna considerare tutti i passaggi, dall'evento alla diagnosi, per cui è importante evitare di allungare questi tempi con indagini non proprio importanti (praticamente il gioco deve valere la candela, è inutile fare una RMN se poi superiamo il tempo massimo di 3/4 ore). In buona sostanza per questa diagnosi è sufficiente una TAC i cui tempi di esecuzione sono notevolmente ridotti rispetto la RMN e che consente anche di avere la possibilità, attraverso la somministrazione di mezzo di contrasto, di avere ulteriori informazioni diagnostiche di tipo perfusivo dirimenti per il caso in questione. Questa digressione era fondamentale per capire che non c'è correlazione fra Stroke Unit e RMN. In atto l'unica Stroke Unit di III° livello è attiva al Policlinico ma è prevista e già approvata dall'Assessorato l'attivazione di un'altra uguale al Papardo nel 2014.

Andiamo a verificare invece a livello provinciale come sono realmente allocate le vari RMN presenti, come sono utilizzate e che caratteristiche hanno.

Intanto partiamo da quella che rappresenta l'oggetto del contendere: trattasi di una apparecchiatura la più tecnologicamente avanzata fra tutte quelle presenti nel nostro territorio, in atto inutilizzabile come emerso in conferenza stampa perché montata e mai utilizzata ne mai fatta alcuna manutenzione, operazione fondamentale per queste tecnologie, che deve essere fatta obbligatoriamente, a prescindere dall'uso intensivo o meno, da personale altamente qualificato. In termini di costi la manutenzione, su base annua, incide per circa il 20% del costo di acquisto della macchina stessa, cifra che deve chiaramente essere contemplata in fase di redazione dei bilanci e che ha un alto impatto sugli stessi per cui è evidente che per "coprire" tali costi è necessario che il "tempo macchina" (l'uso della macchina) sia sfruttato al 100% senza lasciare buchi. Per "riportare a nuovo" questa RMN servono circa € 200.000 da aggiungere ai costi di acquisto sostenuti (circa € 700.000 valore di mercato), ai costi di realizzazione dei locali a quelli che si dovrebbero sostenere a Barcellona per accogliere la macchina e via dicendo!!!!(spreco di denaro pubblico? Chi paga?).

A Milazzo quindi, praticamente attaccata a Barcellona, c'è una RMN assimilabile alla precedente x caratteristiche tecniche, praticamente altamente performante e notevolmente sottoutilizzata soprattutto per la mancata interfaccia specialistica; a Milazzo, come pure a Barcellona, non esistono specialistiche che costantemente richiedono esami in grado di sfruttare le potenzialità della macchina, a prescindere dalle professionalità esistenti che chiaramente non sono "stimolate" a fare cose diverse da quelle routinarie (praticamente l'offerta è "adeguata" alla domanda).

A Taormina esiste una RMN da poco rigenerata assimilabile a quella di Milazzo, che viene sfruttata pienamente per le sue potenzialità, sia per la presenza di un organico sufficiente sia per la costante richiesta dalle specialistiche ivi presenti.

La situazione cittadina invece vede il Papardo-Piemonte con 3 RMN una altamente performante e due datate ma tecnologicamente valide, una delle quali al Piemonte; l'utilizzo delle stesse è assolutamente incongruo per la carenza di personale che non consente il totale utilizzo del "tempo macchina", pur avendo sia grosse professionalità in grado di sfruttare pienamente le potenzialità della tecnologia a loro disposizione, sia una struttura ospedaliera con una variegata presenza di alte specialistiche che costantemente richiedono l'ausilio di queste metodiche diagnostiche che garantirebbero un'adeguata interfaccia diagnostico-prescrittivo-terapeutica.

L'IRCCS Neurolesi si "permette" di tenere "parcheggiata una RMN da 3 Tesla (molto potente) che dovrebbe essere usata solo per studi scientifici ma, con le opportune autorizzazioni, potrebbe essere usata anche per fini diagnostici del valore approssimativo vicino ai € 2.000.000 a disposizione di un Neurologo proprio in virtù dell'attività scientifica!!! Inoltre esiste un'altra apparecchiatura, "leggermente" meno performante, che viene utilizzata h12 anche per gli esami ambulatoriali esterni e per esami urgenti, esami cioè che devono essere eseguiti in un lasso di tempo breve perché, di fatto, l'unico sospetto diagnostico che può giustificare l'esecuzione di una RMN urgente (di Pronto Soccorso per intendersi) è il trauma midollare.

Al Policlinico esistono 2 RMN "valide" sotto il profilo squisitamente tecnologico che sono regolarmente inserite in un contesto multidisciplinare nel quale la domanda e l'offerta sono congrue sia in termini qualitativi che quantitativi.

Dulcis in fundo esiste una RMN a "basso campo" (apparecchiatura che può seguire solo esami articolari - ginocchio, spalla, etc) in Via del Vespro, dove esistono anche professionalità in grado di sfruttare al meglio le potenzialità di una RMN tipo quella del Margherita senza doverle formare ad hoc.

In conclusione, riassumendo, l'indagine conoscitiva che la FP CGIL ha condotto ha messo in evidenza:

a) la RMN oggetto della contesa non ha ragion d'essere a Barcellona, sia per la presenza a Milazzo di altra apparecchiatura analoga, sia per l'attuale mancanza di professionalità, sia per la tipologia di domanda che porterebbe tale apparecchiatura ad una offerta mortificante per le sue potenzialità ma, comunque, assolutamente sottoutilizzata;

b) la cronica carenza di personale specialista (Radiologi e Tecnici in primis) non consente in atto un utilizzo intensivo delle apparecchiature presenti, rappresentando un costo ben più elevato del ricavo, proprio per il mancato ammortamento delle attrezzature e non permettendo un adeguato abbattimento delle liste di attesa;

c) la RMN lasciata al Margherita sarebbe sicuramente in grado di rafforzare un polo di Diagnostica per Immagini già parzialmente presente in Via del Vespro ed avrebbe un utilizzo qualitativo e quantitativo sicuramente più congruo con qualche "innesto" di professionalità che andrebbe ad affiancare quelle già esistenti;

d) se tale apparecchiatura resta dove attualmente è ubicata (Margherita) si evita di sperperare ulteriore denaro pubblico e si da un senso a quello finora sperperato;

e) si darebbe finalmente corso alla realizzazione finora fittizia (tranne che nei costi) di un PTA che sicuramente darebbe respiro alla nostra situazione sanitaria ospedaliera, oggetto di ingenti tagli di posti letto, facendo da filtro fra l'ospedale, appunto ed il territorio.

Alla luce di quanto sopra esposto, la FP CGIL invita il Sindaco e l'assessore a voler considerare tutte le iniziative volte all'annullamento della delibera con la quale si prevede lo spostamento della suddetta apparecchiatura che se avvenisse potrebbe sicuramente rappresentare un caso di "malasanità gestionale" ma comunque l'ennesimo scippo alla nostra città.

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