I giornali e le TV parlano di qualche miserabile che approfitta del disastro per arraffare qualche oggetto di valore. Purtroppo l’Italia è questa, figlia della poca cultura e dei messaggi dei media, dell’egoismo, del trovare il ricco da sposare, arrivare al successo con qualsiasi mezzo e fottersene di tutto il resto. Ogni giorno ci viene dato questo messaggio.
Inutile negarlo è questa la società italiana, ci rendiamo conto del disastro per poco, come un folle che trova un barlume di saggezza, si rende conto della sua pazzia e tutti attorno, subito, cercano di farlo ricadere nella sua stabile follia, più sicura e tranquilla di qualsiasi altro pensiero.
Gli sciacalli ci sono adesso, ma ci sono già stati, molto peggio degli attuali e ci saranno ancora, più atroci di prima. Gli sciacalli non sono solo questi ladruncoli approfittatori che tutti non possiamo che disprezzare.
Per l’ospedale dell’Aquila “San Salvatore” si sono spesi 200 miliardi di lire, stanziati in 50 anni da Cassa del Mezzogiorno, Regione Abruzzo, ministero dei Lavori pubblici, ministero dell’Università e Ricerca. Il valore corrisponderebbe ad almeno 500 milioni di Euro (bisogna calcolare l’inflazione). Eppure non ha resistito ad una scossa di 5,8 della scala richter. Si è sbriciolata prima delle altre case anche la casa dello studente.
Il progetto dell’ospedale iniziò nel 1967, quando l’architetto Marcello Vittorini, oggi ottantaduenne, presentò il progetto definitivo. Ora dalla sua casa romana racconta: «Ho visto che l’ospedale in alcuni punti era inagibile, ma in altri no. Non capisco cosa possa essere successo. Non so se l’incuria possa aver compromesso i pilastri. Quando con l’ingegner Gaspare Squadrilli presentammo il progetto, L’Aquila era classificata dal ministero dei Lavori pubblici come zona sismica di seconda categoria. E noi superammo tutti i collaudi». Ci sono già abbastanza nomi e fatti da cui partire, per una nazione normale, per scovare gli sciacalli del passato.
«L’ospedale è stato per anni il Pozzo di San Patrizio dove buttare i soldi» Lo dice un tecnico ASL.
Gli stessi politici che hanno arraffato, adesso invitano alla calma, guai a fare polemiche. E’ meglio sviare l’attenzione dalle polemiche, la gente deve comunque avere un nemico su cui sfogarsi, così addita i ladruncoli sciacalli. Non sia mai che la gente potesse avere un attimo di lucidità e chiedere conto del perchè un ospedale, con tanti soldi spesi, diventi inagibile così facilmente. Venisse anche il dubbio che il ponte sullo stretto fosse escogitato come ottimo pozzo di San Patrizio?
Questo sito ha denunciato dalle prime ore l’assurdità dell’ospedale, la solidarietà c’è tutta, ma la coscienza non può tacere.
Possibile che nelle zone ad alto rischio sismico si costruiscano case nuove, in cemento armato, che cadono come le vecchie? Possibile che scuole, ospedali ed istituzioni costano 20 volte più del dovuto, ma non saziando l’avidità di danaro, vengono costruiti persino con miscele di cemento inferiore alla norma?
Si è la risposta, in Italia è possibile. Nell’Italia delle mezze verità, gli sciacalli di prima verranno a gestire anche la ricostruzione.






