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Gli sprechi della sanità la pagano i poveri

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sanità vignetta trasparenzaOltre 56 miliardi di euro vengono persi ogni anno nell'Unione europea a causa di truffe e corruzione in sanità. E' la stima per difetto tracciata dall'European Healthcare Fraud and Corruption Network (Ehfcn), che lancia una campagna di informazione sul tema.

Secondo la rete anti-corruzione, ogni cittadino avrebbe diritto alle cure sanitarie di base, ma attualmente 80 milioni di europei che vivono sulla soglia di povertà rischiano di non poter esercitarlo proprio a causa delle frodi che si verificano nel settore. La campagna mira a far capire che il denaro perso a causa di truffe e corruzione potrebbe essere utilizzato per migliorare le infrastrutture sanitarie del vecchio continente, la formazione degli operatori, la tecnologia e altri servizi, a beneficio di ogni cittadino dell'Unione.

E i 56 miliardi di euro 'bruciati' da truffatori e corrotti nel settore sarebbero potuti bastare per pagare oltre 2,5 milioni di infermieri ogni anno, o per oltre 3.500 nuove strutture o per pagare 1,7 milioni di incubatrici, in tutto il continente. Viceversa, ogni centesimo perso riduce la capacità del sistema sanitario di offrire trattamenti essenziali e la qualità dell'assistenza.

La campagna dell'European Healthcare Fraud and Corruption Network punta a sensibilizzare tutti i cittadini a collaborare contro le frodi e a incoraggiare i policymaker a intraprendere azioni a livello europeo.

L'Italia in 5 anni, dal 2002 al 2007, ha ridotto il numero dei medici di quasi la metà: da 616 si è passati a 363 per centomila abitanti. Una 'sforbiciata' netta, figlia della volontà di ridurre la spesa sanitaria nazionale, che riporta il numero complessivo dei dottori italiani in linea con quello degli altri Paesi europei. Non si tratta di piccoli risparmi, annualmente sono circa 12 miliardi e mezzo (25.000 miliardi di lire)! Ma al contempo la spesa sanitaria è cresciuta, non ci si spiega dove finisce questa enorme montagna di soldi risparmiati (solo per il presonale medico).

Non si arresta, infatti, la crescita della spesa sanitaria pubblica. Nel 2008 si è giunti a circa 109 miliardi di euro, ovvero il 6,55% del Pil e a circa 1.800 euro per abitante, ben 100 euro in più rispetto al 2007. Numeri che emergono da un'analisi condotta dal Centro elaborazione dati (Ced) della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), che ha preso in esame i dati di diverse fonti: Istat, Indagine sulle forze di lavoro, Eurostat, Public health.

La spesa sanitaria pubblica nazionale è comunque inferiore rispetto a quella di altri importanti Paesi europei. La Sicilia, però, dimostra una certa inerzia rispetto agli orientamenti che prevalgono a livello nazionale e nel 2007 dispone ancora di 425 medici ogni centomila abitanti.

Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Febbraio 2010 14:42  

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