Alla fine è stata confermata l'anticipazione di ieri di www.saluteme.it, l'ospedale Piemonte si chiude o quasi, diventa piccolo piccolo, la 'stampella' del Papardo. Si è voluto chiamare ospedali riuniti Papardo-Piemonte, ma era per calmare gli animi, l'ospedale Piemonte tra alcuni mesi sarà solo Dipartimento di emergenza e accettazione con 78 posti letto. E' la politica dei piccoli passi.
"L'assessore Russo e il Direttore Generale Caruso - ha chiarito Marino - ci hanno spiegato il loro piano che è quello di chiudere tutti i padiglioni entro il 30 giugno ad eccezione di quelli che fanno parte della piastra chirurgica. Per garantire l'assistenza ai cittadini verranno inserite all'interno della cosidetta zona della piastra chirurgica tutte le attrezzature e le tecnologie per la rianimazione, la chirurgia, la cardiologia, l'ortopedia, la traumatologia e tutte quelle aree di emergenza e di medicina. Abbiamo chiesto che venisse disposta l'immediata chiusura del reparto di psichiatria. C'è stata data l'assoluta garanzia da parte dell'assessore Russo che già domani si provvederà alla chiusura di questo reparto".
Se da un lato, infatti, sarebbe stato assurdo spendere milioni e milioni di euro per rimettere a nuovo padiglioni fatiscenti e assolutamente non a norma («abbiamo riscontrato gravi carenze strutturali e igienico-sanitarie», ha detto Marino), dall'altro non si poteva e non si può privare la città dell'unico presidio ospedaliero del centro, dove nel 2008, dati alla mano, sono stati assistiti oltre 36 mila pazienti ed effettuati più di 3 mila ricoveri d'urgenza.
Il nuovo ospedale Piemonte, secondo quanto emerso ieri, sarà costituito dall'ala nuova, consegnata nel 2004, la cosiddetta "Piastra chirurgica", e da tre padiglioni, i numero 4, 5 e 6, che verranno consolidati. In centro, dunque, rimarrà attivo un presidio d'emergenza «di alta qualità» con i seguenti reparti: rianimazione, radiodiagnostica, medicina, cardiologia, Utic (Unità terapia intensiva coronarica), chirurgia generale, traumatologia, ortopedia e il polo materno infantile (altro "baluardo" irrinunciabile per la cittadinanza, considerato che nel 2008 sono state più di mille le gestanti assistite, contro le 600 del Papardo). Nei casi dei reparti ospitati al di fuori della "Piastra" ma che comunque rimarranno al Piemonte, si dovrà attendere il consolidamento dei padiglioni che è stato stabilito di non dismettere. Verranno trasferiti al Papardo, invece, oculistica (già dal 1. marzo), otorinolaringoiatria, anatomia patologica, angiologia, malattie respiratorie, neurologia, endocrinologia.
Giuseppe Buzzanca, che era a Palermo ha chiesto di essere ascoltato la settimana prossima a Roma. Il primo cittadino ribadisce: «Mi trovo in totale disaccordo con l'ipotesi di lasciare 78 posti letto. Non possiamo scendere sotto i 120, che è lo standard minimo per la classificazione di ospedale di secondo livello di emergenza. Mantenere un numero adeguato di posti letto non è incompatibile con la messa in sicurezza, purché ci si dia un preciso cronoprogramma. Bisogna parlare chiaro sul futuro del Piemonte, sul quale ho avuto ampie rassicurazioni tanto dall'assessore Russo quanto dal governatore Lombardo. Che di solito sono di parola». [fonte principale GdS]
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