L’Asp di Caltanissetta, l’Eni e l’Istituto superiore di Sanità hanno costituito un comitato promotore che dovrà organizzare una importante attività di ricerca sulle condizioni di salute nell’ambito del territorio di Gela. Ma l'Eni non è parte in causa? Che ci fa dentro questo comitato?
Tenendo conto delle evidenze scientifiche, e dunque coniugando i dati di mortalità con quelli di incidenza delle patologie tumorali, dovrà verificare se esiste davvero un impatto sulla salute dei cittadini di tutte le attività diffuse nel territorio.
Come è noto, infatti, la zona di Gela è stata inserita tra le tre aree siciliane ad alto rischio insieme a Priolo e Milazzo. Ma il motivo risiede nel numero sempre crescente di tumori e malattie tipiche di territori inquinati, non per un banale accertamento...
Nelle prossime settimane il comitato promotore dovrà individuare i rappresentanti di un comitato scientifico che, come soggetto terzo, definirà gli ambiti, la metodologia di lavoro e di studio della ricerca scientifica.
“È una risposta importante in termini di sorveglianza sanitaria”, ha spiegato il direttore generale del dipartimento attività sanitarie dell’assessorato, Mario Zappia: “È necessario accertare in modo scientifico se le preoccupazioni dei cittadini sono fondate. Se così fosse, avremmo il dovere di porre in essere tutte le azioni necessarieper rimuovere le cause di rischio e vigilare sulla salute dei cittadini gelesi. Analoghe iniziative saranno assunte in futuro anche per le altre zone a rischio”.
Tanti buoni intendimenti sulla carta, ma gli abitanti di Gela non si facciano tante illusioni, i dati epidemiologici parlano a sufficienza e già sono abbastanza chiari da suscitare allarme ed accusare le autorità sanitarie di prima e di oggi, che invece di correre ai ripari effettuando verifiche, controlli e bonifiche, continua a spendere i pochi soldi in comitati, inventano nuovi modi per prendere tempo e perseverare nell'usurpazione del territorio e delle risorse pubbliche.
Le centraline di rilevamento della Provincia hanno fatto registrare valori di inquinamento atmosferico 2 volte più alti rispetto alla soglia prevista dalla norma in materia ambientale: i 200 mg/mc di carbonio vengono superati non solo durante le ore di punta ma anche quando il traffico è regolare; nelle fasce orarie che vanno dalle 10 alle 12 ed intorno alle 18 il valore del carbonio tocca il picco di 500 microgrammi per metro cubo. Le due commissioni consiliari per l’ambiente hanno acquisito i dati dell’inquinamento atmosferico e sulla campionatura dell’acqua relativi ai mesi di gennaio-febbraio-marzo 2009 e agli anni 2007 e 2008 per trasmetterli all’Arpa.
Ha presentato un’interpellanza al presidente della Provincia il capogruppo del Pd, Alfonso Cirrone Cipolla, producendo dati sulle polveri sottili ed idrocarburi. “Gli idrocarburi aromatici sono 5 volte superiori al limite consentito e le polveri sottili 12 volte superiori alla norma – dice Cirrone Cipolla. La legge stabilisce la soglia massima di 35 sforamenti l’anno, ma qui i valori vengono superati costantemente. Per verificare il tasso di inquinamento nei comuni ad alto rischio ambientale bisogna monitorare gli idrocarburi non metallici, le PM 2,5 e gli atri IPA ovvero i metalli pesanti e composti organo solforati”.
Ma loro continuano a fare commissioni inutili per succhiare altro denaro e non fare nulla.






