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Tagli al pubblico, favori alle cliniche

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ticket ospedaleNon è piaciuta l'inchiesta di Repubblica dal titolo "Tagli al pubblico, favori alle cliniche: così la riforma premia la sanità privata" all'Assessore per la Salute della regione Sicilia Massimo Russo, che valuta se esistono i presupposti per iniziative legali.

Si riportano qui alcune parti più incisive.

Tremonti robin hoodAlle porte dell'eldorado della sanità privata siciliana bussano, da qualche tempo, dodici imprenditori. Hanno già chiesto alla Regione il mitico "accreditamento", la facoltà di avere accesso ai finanziamenti per avviare nuove case di cura o ingrandire quelle già esistenti. 

Di qui a poco, in sostanza, la ricca e coccolata offerta d'eccellenza - sovvenzionata dal servizio pubblico - potrebbe avvalersi di altri 706 posti letto. A riprova che il business delle cliniche tira ancora, e resiste alle restrizioni imposte dal piano di rientro e ai tagli dell'assessore Massimo Russo. In fila per entrare nel sistema, tra gli altri, c'è un ex deputato dell'Udeur e dell'Udc oggi passato alla corte di Lombardo, Vito Li Causi, socio del Ginico Vanico club di Castelvetrano, struttura da novanta posti letto appena completata. Ma a premere è anche Antonio Tigano, il re delle cliniche siciliane, che vuole aggiungere l'ottava perla alla sua collezione che si estende da Trapani a Siracusa. Ed è in attesa di un contratto con la Regione, per poter disporre di novanta posti letto, anche Villa Santa Teresa, la clinica che fu di Michele Aiello, da oltre un lustro in amministrazione giudiziaria.

..IL CUORE A CATANIA Certo, è difficile allontanare il sospetto che sul comparto delle case di cura la mano di Lombardo non sia stata poi così pesante. Ombre che si trascinano da quando, pochi mesi dopo le elezioni, l'amministrazione riammise dodici case di cura che erano state tagliate fuori perché in ritardo con i lavori di riammodernamento imposti dalla legge: la metà erano catanesi. Fantasmi che si sono materializzati nuovamente l'anno scorso, con il congelamento del taglio già deliberato di 553 posti letto. Il taglio, o meglio la riconversione dei posti (da ricoveri per acuti a lungodegenza) è stata rinviata- solo per le cliniche- al 2010. E ancora non si è realizzato. Il sacrificio più rilevante, anche in questo caso, dovrebbero affrontarlo le cliniche della provincia di Catania, con una riduzione di 245 posti letto, seguite da quelle di Palermo (172 in meno) e di Messina (60). «Non c'erano i tempi tecnici per far partire i lavori», è stata la motivazione del rinvio.

La riforma sanitaria, però, nell'aprile scorso, ha bloccato nuovi accordi contrattuali fra la Regione e i privati. «Norma eccessivamente rigorosa», ha sentenziato l'assessore-pm Russo. Che in giunta, nell'assoluto silenzio, ha fatto approvare un emendamento che riapre, nei fatti, l'accreditamento di altre case di cura. 


Ed ecco cosa dice Russo dell'articolo di Repubblica: 

«È ora di dire basta a un´informazione non corretta - ha dichiarato Russo - portata avanti ancora una volta con titoli scandalistici che non rispecchiano in alcun modo la realtà dei fatti, peraltro facilmente documentabile e ampiamente documentata. Scrivere e fare credere che questo assessorato ha fatto favori alle cliniche private è una informazione palesemente fuorviante e crea un gravissimo danno all´immagine della Sicilia che intendo tutelare nelle sedi più opportune». Secondo l´assessore, il titolo dell´articolo «è fuorviante e finalizzato a ingenerare nel lettore una rappresentazione della realtà che è oggettivamente falsa».

Ma Repubblica di Palermo non si è lascia intimidire.....

È incontestabile che i tagli allo stanziamento per le strutture private non sono aumentati dal 2008 al 2009 e che le case di cura più grandi non hanno subito alcuna riduzione del budget. Nel frattempo, l´assessore Russo ha deciso di congelare il taglio di 533 posti letto nelle cliniche private e ha esteso alle stesse case di cura la possibilità di effettuare prestazioni che prima erano di competenza esclusiva degli ospedali pubblici, assegnando loro un finanziamento aggiuntivo di 25,5 milioni di euro.

La sua reazione ai risultati della nostra inchiesta giornalistica è la spia di un nervosismo causato probabilmente dai recenti rilievi del ministero sui ritardi nell'applicazione della riforma e dalla incoerenza tra annunci di contenimento della spesa e atti concreti che sembrano andare in direzione opposta.

Vedi anche: La sanità privata accreditata in Sicilia cresce 

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