Non potendo negare la verità dei fatti, dati e documenti pubblicati da "L'espresso" nell'inchiesta sulla mancanza di migliaia di medici e infermieri negli ospedali italiani, il ministro Renato Brunetta insulta i giornalisti. E per screditare i cronisti autori di un articolo a lui sgradito, utilizza ancora una volta il sito istituzionale del ministero della funzione pubblica, di proprietà di tutti i cittadini e che dovrebbe servire per l'informazione istituzionale.
Lo aveva già fatto allorquando l'Espresso ebbe la sfrontatezza di dimostrare che il drastico calo di malattie nella PA era fasullo, come la sua battaglia dei fannulloni. Ora in queste tre pagine di offese scomposte, il ministro non smentisce la notizia, documentata da "L'espresso", delle gravissime carenze di personale ospedaliero registrato in quasi tutte le regioni italiane soprattutto per le cure dei malati più gravi (medicina d'urgenza e pronto soccorso) e dei bambini (pediatria); non nega (perché non può farlo) che tra il 2004 e il 2008 ben 39 mila medici hanno perso il posto di lavoro; conferma (non può fare altro) che la normativa che porta il suo nome ha autorizzato i direttori generali di nomina politica a pre-pensionare a loro discrezione anche medici di 58 anni, esercitando un potere che prima della legge Brunetta non esisteva; non smentisce (è impossibile) i dati dell'Anao-Assomed, secondo cui la medesima legge Brunetta mette a rischio di licenziamento altri 17 mila dottori pubblici; non nega (è ufficiale) che il governo Berlusconi ha cambiato per quattro volte in due anni l'età pensionabile dei medici, provocando innumerevoli ricorsi giudiziari.
Sostiene però che l'emendamento introdotto in piena campagna elettorale dal parlamentare Tomassini punta a cancellare gli effetti della sua normativa (come peraltro aveva già riferito "L'espresso"), ma dimentica di ricordare che quella leggina salva-camici rischia di restare inapplicabile proprio perché non abroga espressamente la legge Brunetta. Il quale non ritiene di dover neppure commentare i disagi di ben 13 mila medici precari, destinati a tamponare parzialmente le carenze di organico, e di migliaia di malati gravi che numerosi ospedali non riescono più a ricoverare.
Parlano di amore purchè siano sempre applauditi e riveriti, in realtà hanno le idee confuse e vanno a puttane, loro e l'Italia.
Qui potete leggere la tabella dell'Anaao-Assomed con i dati, divisi per anni (dai 58 ai 64), che compongono la cifra totale di 17.709 medici italiani "rottamabili" per effetto esclusivo della legge Brunetta.






