La pensione diventa mobile. Verranno adeguati i requisiti per la pensione, in modo che siano in linea alle aspettative di vita, campa cavallo che l'erba cresce! Il nuovo sistema partirà... dal primo gennaio 2016, secondo quanto prevede l’emendamento alla manovra presentato dal relatore, Antonio Azzollini, che introduce l’innalzamento dell’eta’ pensionabile delle donne a 65 anni nel pubblico impiego. [In serata la notizia è stata smentita dal governo]
I risparmi attesi dell’operazione ammontano a 7,8 miliardi nel periodo 2016-2020: 60 milioni nel primo anno, 8 00 milioni nel 2017, 1,725 miliardi nel 2018, 1,920 miliardi nel 2019 e 3,333 miliardi nel 2020. I risparmi si fanno sempre ed esclusivamente sulle nostre spalle!
La disposizione, si legge nella relazione tecnica della Ragioneria dello Stato, prevede “l’adeguamento triennale, a decorrere dal primo gennaio 2016, dei requisiti anagrafici per l’accesso al pensionamento di vecchiaia ordinario, al pensionamento anticipato e all’assegno sociale nonche’ del requisito contributivo ai fini del conseguimento del diritto all’accesso al pensionamento anticipato indipendentemente dall’eta’ anagrafica alla variazione della speranza di vita all’eta’ corrispondente a 65 anni accertata dall’Istat in riferimento al triennio precedente”.
Per la valutazione degli incrementi della speranza di vita a 65 anni e’ stato adottato lo scenario demografico Istat centrale: l’adeguamento cumulato, ad esempio al 2050, comportera’ circa 3,5 anni in piu’. I soggetti che maturano i requisiti interessati nel periodo 2016-2020 sono circa 400 mila.
Siamo alle solite, il popolo paga, ha pagato in passato e pagherà anche per il futuro (quel poco che rimane per loro), non si riesce ancora a vedere cosa hanno ridotto dei loro tanti privilegi.
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