Il crampo notturno frequentemente colpisce i polpacci, ma può colpire anche il piede o coinvolgere tutta la gamba, insorgono comunemente in gravidanza o nella mezza età e negli anziani, durante il sonno.
Una delle terapie più diffuse, e sbagliate, per arginare i crampi notturni è quella di aumentare l’apporto di potassio, magnesio e sodio, attraverso integratori alimentari. In realtà, se non ci sono patologie (tipicamente nefrologiche), è inutile e persino dannoso utilizzare farmaci ed integratori. In condizioni normali potassio, magnesio e sodio non mancano mai al nostro organismo, spesso sono in quantità persino superiori, nemmeno ridurli però, ha dato il risultato di far sparire i crampi. In realtà non sappiamo ancora con precisione la causa, nella gran parte dei casi è sufficiente bere più acqua.
Anche una una dieta ricca di frutta e verdura contribuisce, ma l'apporto di più acqua sembra fondamentale. Bere frequentemente, senza aspettare di avere sete, soprattutto se si suda abbondantemente. Lo squilibrio elettrolitico è dato da un povero apporto di acqua, maggiormente necessaria nei periodi estivi.
Un'altra causa è l'abitudine sedentaria. Stare seduti per troppo tempo contribuisce a peggiorare la circolazione sanguigna e linfatica delle gambe.
E' importante precisare che parliamo di crampi notturni perchè ci sono diversi tipi di crampi, non si tratta infatti del tipo di crampo che colpisce i calciatori durante i tempi supplementari delle partite: quelle sono contratture muscolari fisiologiche, crampi da sforzo causati da una richiesta di energia superiore a quella che la circolazione sanguigna può fornire. I crampi notturni invece vengono chiamati “crampi muscolari idiopatici” e la loro causa, come detto, non è così facile da definire e spesso si accompagna a stanchezza. (google reader)
Non è una buona soluzione bere succhi di frutta, o bibite frizzanti, contengono troppi zuccheri e tendono a peggiorare le condizioni generali, serve semplicemente acqua, tanta acqua, qualsiasi altra soluzione non ha alcuna evidenza scientifica. Alcuni studi affermano anche che lo stretching prima di andare a dormire non ridurrebbe la frequenza e l'intensità degli episodi.
Purtroppo in alcuni casi il disagio permane, allora bisogna rivolgersi ad un medico ed eseguire alcuni esami diagnostici.
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