Da quasi due anni non percorreva le strade d'Europa, ma adesso la zanzara del Nilo è tornata a preoccupare. Otto 9 persone sono morte in Grecia per il Virus del Nilo. Lo ha reso noto il centro per le malattie contagiose (Keelpo). Il centro ha precisato che sono 92 in totale i casi riscontrati nella Grecia centrale e settentrionale. Fra le persone colpite dal virus non vi sono stranieri. Il Virus del Nilo occidentale può colpire il sistema nervoso centrale e provocare encefalopatiti e meningoencefaliti e viene trasmesso da zanzare infettate dal sangue di uccelli migratori e cavalli portatori.
La malattia ha un andamento endemico-epidemico ed è diffusa soprattutto in Africa (specie in Egitto), Medio Oriente, India, Europa e, più recentemente, negli USA, dove la prima epidemia è stata dichiarata a New York nel 1999, colpendo sia i cavalli, sia le persone. All’apice del focolaio epidemico del 2002, sono stati registrati 15.000 casi solo nei cavalli. Allo stato attuale, il virus della West Nile costituisce una minaccia annuale per i cavalli e per le persone negli Stati Uniti, dove la malattia è diventata endemica. L'impatto sui cavalli e nell'industria americana dell'allevamento equino è stato devastante, con un tasso di mortalità vicino al 40%.
Le zanzare, ed in particolare il genere Culex (ingrandisci immagine cliccando sopra), sono i principali vettori del virus, e tutti i fattori che favoriscono la proliferazione delle zanzare come le piogge abbondanti, irrigazioni o temperature alte, fanno quindi aumentare il numero dei casi di contagio.
Gli uccelli, siano essi stanziali, migratori o domestici, giocano un ruolo cruciale nella disseminazione del virus: gli uccelli migratori permettono lo spostamento del virus dall'Africa alle zone temperate; le zanzare che pungono gli uccelli migratori asportano così sangue infetto, infettando sé stesse e ogni altro animale, uomo compreso, di cui assumono il sangue successivamente.
È in vigore dal 27 novembre l’ordinanza 5 novembre 2008 del Settore Salute del Ministero del Welfare che dà il via ad un piano di sorveglianza straordinaria della West Nile Disease. L’Ordinanza, che ha validità fino al 31 dicembre 2010, prevede anche il coinvolgimento dei veterinari liberi professionisti. Con il piano di sorveglianza straordinaria si intensificano le misure straordinarie di sorveglianza “finalizzate alla cognizione dell'espansione del fenomeno”. La segnalazione dei casi sospetti nei cavalli è da mesi incoraggiata dalla Società Italiana dei Veterinari per Equini (SIVE)
Sintomi: a essere infettati sono in prevalenza anziani e persone immunodepresse. I sintomi dell'infezione moderata da virus del Nilo occidentale sono rappresentati da febbre moderata dopo pochi giorni di incubazione, che dura da tre a sei giorni, accompagnata da malessere generalizzato, anoressia, nausea, mal di testa, dolore oculare, mal di schiena, mialgie (dolori muscolari), tosse, eruzioni cutanee, diarrea, linfadenopatia e difficoltà a respirare. In meno del 15% dei casi, negli anziani e nei soggetti più deboli, possono aggiungersi gravi complicazioni neurologiche quali meningite o encefalite.
I sintomi più comunemente riportati da pazienti ospedalizzati con la forma più severa dell'infezione: febbre elevata, forte mal di testa, debolezza e paralisi flaccida, sintomi gastrointestinali, modificazione dello stato mentale con disorientamento, tremori, convulsioni e coma. (fonti: ansa, wikipedia e altri)
Cura: non esistono trattamenti specifici contro il Virus del Nilo. L'unica arma è la prevenzione tradizionale contro le zanzare. Dal 2009 è disponibile un vaccino per gli equini, somministrabile dal veterinario.
Sono diventate 15 le vittime della febbre del Nilo in Grecia (al 7/9/2010), e l'epidemia ha colpito la Russia e si espande anche in Bulgaria, ma in questi paesi non risultano dichiarate vittime.
E' allerta anche in Turchia per il Virus del Nilo Occidentale, molti sono infatti i contaggiati e ci sarebbero già, secondo stime ufficiali, 5 morti.
Aggiornamenti Virus del Nilo: sintomi, diagnosi e prevenzione.
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