Una trentina di carabinieri del Nas e del comando provinciale sono al Policlinico di Messina per effettuare delle verifiche sulla struttura sanitaria.
I Nas hanno trovato carcassa di un pipistello coperta di ragnatele in un reparto, farmaci scaduti da 2 anni in Pediatria, la sala operatoria di chirurgia vascolare chiusa per carenze igienico-sanitarie.
I militari stanno controllando tutti i reparti, compreso quello di Ostetricia e ginecologia, al centro delle cronache di questi giorni per la lite tra i medici in sala parto e per la denuncia di una donna che ha espulso il feto in bagno per la mancata assistenza dei medici che, secondo l'accusa, non sarebbero intervenuti perché obiettori di coscienza. In certi casi il fondamentalismo islamico ci fa un baffo!
Dalle 10 di questa mattina, su incarico del ministro della Salute, Ferruccio Fazio, i militari del Nas di Catania, in collaborazione con i colleghi di Palermo, Catanzaro e Ragusa e quelli del Comando provinciale di Messina, hanno dato corso ad una attività ispettiva presso l’ospedale ‘G. Martinò di Messina, evidenziando che la struttura “è interessata da carenze igienico-sanitarie, strutturali e tecnico impiantistiche tali da costituire pericolo per la salute dei degenti e del personale operante in violazione alla normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e di degenza, nonchè presenza di farmaci accantonati nelle corsie dei vari reparti e mancato rispetto dei percorsi sporco/pulito”.
I Nas trovano sporcizia, calcinacci e polvere anche all’interno delle sale operatorie. Perdite di acqua dalle tubature.
Nei corridoi seminterrati di collegamento tra i vari reparti, adoperati anche per il trasferimento dei degenti, sono stati rinvenuti accumuli di detriti, immondizia e materiali in disuso, nonché rilevate diffuse perdite d'acqua dalle tubazioni. Il registro di entrata e di uscita dei medicinali ad azione stupefacente del reparto di chirurgia generale a indirizzo oncologico non era aggiornato da tempo. Per questa violazione sono state denunciate in stato di libertà due persone. L'ispezione continuerà anche nei prossimi giorni.
In particolare è emerso che una delle 3 sale operatorie del Reparto di chirurgia vascolare è risultata interessata da carenze strutturali, di personale ed igienico-sanitarie. In proposito, la direzione sanitaria dell’ospedale ha provveduto alla chiusura in autotutela della sala operatoria.
Al Pronto soccorso pediatrico sono state trovate 50 confezioni di farmaci (non salvavita) scaduti da circa due anni; sono state rilevate carenze igienico-sanitarie e strutturali riconducibili a lavori di edilizia con presenza di calcinacci e polvere. Nell’Unità terapia intensiva coronarica è stato addirittura rinvenuta la carcassa di un pipistrello ricoperta di ragnatele.
Sempre stamani è iniziata in procura la sfilata degli indagati per l'incredibile lite tra medici avvenuta nel reparto di Ostetricia. Il primo dei cinque a parlare con i magistrati titolari dell'inchiesta, il procuratore aggiunto Ada Merrino e il sostituto Federica Rende, è Vincenzo Benedetto, uno dei due 'litiganti', ginecologo di turno quel giovedì mattina, sospeso dall'attività. Era stato lui stesso - che ripete di essere sereno - due giorni fa a chiedere di essere sentito.
Questo pomeriggio, peraltro, Benedetto sarà ascoltato dall'Ordine dei medici di Messina che dovrà valutare la sua sospensione dall'albo professionale.
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