Saranno chiusi in Sicilia i ‘punti parto’ (Unità Operative di Ostetricia e Ginecologia) che registrano meno di 500 nascite all’anno. Secondo le prime stime i punti nascita soppressi saranno inizialmente una decina sui 70 nel territorio regionale.
Lo ha annunciato l’assessore regionale della Salute, Massimo Russo.
L’obiettivo è salvaguardare maggiormente la sicurezza delle donne e dei nascituri. Per questo sarà adottatomaggiore rigore e controllo nei confronti dei parti cesarei, che continuano ad essere troppi in Sicilia. Insomma ogni occasione è buona per tagliare sulle spese.
Il direttore generale del Policlinico di Messina Giuseppe Pecoraro ha incontrato ieri pomeriggio l’assessore regionale alla Salute Massimo Russo, dopo il caso della “lite” tra medici e le vicende di malasanità emerse in questi giorni e che hanno indotto il ministro della Salute Ferruccio Fazio a inviare i carabinieri del Nas, i quali hanno accertato «gravi e pericolose carenze». E il dg Pecoraro non si sente affatto messo in discussione, anzi assicura: «Continuerò il mio lavoro con la determinazione di sempre, perché sono convinto di poter contare su tanti che in città hanno reale voglia di cambiamento. L’assessore ha preso atto sia di quanto rilevato dai Nas sia delle iniziative già assunte dall’azienda, sollecitandomi a responsabilizzare tutti gli operatori a essere partecipi del processo di cambiamento già avviato».
Pecoraro ha consegnato all’assessore Russo i verbali relativi all’ispezione dei Nas di mercoledì. I rilievi, spiega, «attengono soprattutto a problemi di manutenzione ordinaria dei reparti e solo in qualche caso sono di natura strutturale, logistica e organizzativa. Di nessun reparto è stata disposta la chiusura, pertanto l’attività del Policlinico va avanti senza alcuna limitazione o interruzione».
Il manager continua: «I rilievi dei Nas sono sicuramente importanti, tanto è vero che già da qualche mese avevamo individuato le carenze segnalate e di conseguenza avevamo avviato tutte le iniziative necessarie» ed erano stati aggiudicati lavori per circa 2 milioni di euro. Il dirigente, infine, fa un accenno anche alle accuse da lui lanciate in questi giorni in ordine alle resistenze ai cambiamenti che intendeva avviare, a certe prassi anomale, alle pressioni da parte di interessi, persino della massoneria: «Relativamente alle mie affermazioni che hanno suscitato tanto scalpore e tante reazioni – assicura –, preciso che ho informato le autorità competenti sui fatti che volta per volta ho ritenuto potessero essere di particolare interesse per la magistratura. Inoltre voglio rassicurare il preside della facoltà che continuerò il mio lavoro con la determinazione di sempre, perché sono convinto di poter contare su tanti che in città hanno reale voglia di cambiamento».
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