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Come conservare i medicinali in casa

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armadietto_medicineCome conservare i medicinali in casa?

Il bagno e la cucina sono i posti peggiori in cui sistemare l'armadietto dei medicinali, perché la luce, il calore e l'umidità possono accelerare il processo di deterioramento dei farmaci.

E' meglio collocarlo nella camera da letto degli adulti o nel ripostiglio. Se è possibile, invece di una scatola o di un cassetto, sarebbe auspicabile un armadietto chiuso, posto lo­tano dalla portata dei bambini.

Organizzare l'armadietto tenendo conto della composizione della famiglia, separando i farmaci per gli adulti da quelli per i bambini. Evitare l'accumulo delle confezioni, controllando cosa c'è, prima di andare in farmacia.

Un armadietto delle medicine ideale dovrebbe contenere, oltre al materiale di primo soccorso (disinfettante, antisettico, cerotti, bende, termometro), solo i farmaci prescritti dal medico per curare una malattia acuta o cronica e pochi farmaci da banco: un analgesico-antipiretico per adulti e uno per bambini, un farmaco antiacido per i bruciori di stomaco, una pomata per arrossamenti, prurito e punture di insetti. Ovviamente la composizione può variare tenendo conto delle patologie ricorrenti tra i componenti della famiglia.

E' importante tenere i farmaci nella confezione originale, con il foglietto illustrativo all'interno, scrivendo sulla scatola i consigli del medico e le dosi da assumere (può essere utile nel caso di dubbi sulla prescrizione). Controllare periodicamente - almeno una volta all'anno - la data di scadenza dei farmaci. Il farmaco scaduto non va più utilizzato e deve essere smaltito negli appositi contenitori presso le farmacie. Infatti, i farmaci sono rifiuti speciali: separare gli imballaggi di carta dal farmaco vero e proprio.

I farmaci non monodose (come i colliri in boccetta, creme e gel in tubetto, spray nasali, sciroppi) sono meno stabili delle formulazioni solide (compresse e pillole). In particolare, i colliri una volta aperti si deteriorano dopo circa 15 giorni.

In generale le soluzioni liquide (come sciroppi e gocce orali) devono essere utilizzate entro sei mesi dall'apertura. Al contrario il collirio, una volta aperta la boccetta, scade in genere nel giro di 15 giorni al massimo (e dovrebbe essere conservato in frigorifero). Per questo tipo di farmaci, è quindi opportuno annotare sulle confezioni come promemoria la data della prima apertura.

Un capitolo a parte meritano gli antibiotici. Negli armadietti delle case degli italiani ce ne sono troppi, accumulati inutilmente, visto che molto spesso le confezioni rimangono intatte, troppe volte prescritti dai medici non per una reale necessità, ma «nell'eventualità che possano servire». Purtroppo gli antibiotici sono frequentemente utilizzati in autoprescrizione. C'è chi assume antibiotici avanzati da una cura precedente, e li usa per automedicare un'influenza o un raffreddore, che invece, essendo di regola ad origine virale, non si curano con questo tipo di farmaci.

C'è chi interrompe la terapia prima che il ciclo prescritto dal medico sia completato, aumentando il rischio di sviluppare ceppi batterici che non rispondono più agli antibiotici. Il consumo eccessivo e inappropriato degli antibiotici, che ha raggiunto livelli preoccupanti in tutta Europa, ma soprattutto in Italia, fa sì che i batteri diventino sempre più resistenti alle cure.

Ricordarsi che nel box medicine è bene tenere pochi farmaci essenziali e l'automedicazione spesso è sbagliata e nella quasi totalità eccede con l'uso di medicine. 

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