Associazione Salute

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Le tariffe sanitarie del federalismo italiano

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federalismo_disastroLa sanità in Italia non è uguale per tutti: cambia l’offerta degli esami, ma soprattutto cambia il costo che il cittadino è chiamato a sostenere per avere accesso alle medesime prestazioni sanitarie.

Una giungla di tariffe che trova il suo culmine nell’analisi del sangue, dove la variazione fra una regione e l’altra supera il mille per cento.

Salute Sicilia

Fare un prelievo di sangue in una struttura pubblica o convenzionata del Lazio costa solo 52 centesimi, la stessa analisi eseguita in un laboratorio delle Marche viene pagata 6,20 euro.

Per i controlli dal ginecologo: alle donne umbre servono 16 euro, ma in Piemonte – per la stessa prestazione – sono chiamate a sborsarne più di 30 (l’aumento è dell'82%). La radiografia del polso: in Veneto si paga 28 euro, in Emilia Romagna la metà.

La confusione è totale: da un capo all’altro del territorio nazionale variano le tariffe, le esenzioni ammesse, le norme che regolano l’intricata galassia delle ricette, perfino i ticket da versare per accedere ad esami, visite, terapie. La maggior parte delle regioni chiede 36,15 euro, ma si arriva ai 45 della Calabria e ai 46,15 della Sardegna.

A compiere questa indagine nell’Italia federale delle mille differenze è stato Altroconsumo ad inizio 2011. Con la nuova manovra entrata in vigore il 17 luglio 2011 la confusione esplode. Toscana, Emilia Romagna, Marche, Umbria e Veneto, per il momento hanno congelato tutto, per 2 settimane al massimo, alla ricerca di soluzioni alternative.

Piemonte, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Abruzzo prendono ancora qualche giorno di tempo. Stessa situazione in Campania, Molise e Calabria: sono sotto piano di rientro e il superticket si applicherà senz'altro, anche oggi, ma devono essere decise le modalità e le esenzioni.

La Calabria, in quanto regione interessata dal Piano di rientro dal deficit della sanità, dovrà obbligatoriamente applicare le nuove tariffe del Ticket. Ma fino ad oggi i ticket per le visite specialistiche sono rimasti invariati. Gli utenti in coda per ore prima di pagare i ticket nelle strutture sanitarie pubbliche non hanno ricevuto un ulteriore salasso.

Per porre in vigore la nuova legge statale si attendono disposizioni da parte della Regione Calabria. I pazienti hanno pagato il ticket secondo le tariffe in vigore prima dell'ultima manovra del governo Berlusconi. Dovrebbe dare il via libera la decisione dell'attuale commissario ad acta per l'attuazione del Piano di rientro, il presidente Scopelliti. Intanto le strutture private convenzionate hanno già iniziato ad applicare le nuove norme e ticket maggiorato.

La Sicilia ha già aumentato la compartecipazione del cittadino alla spesa sanitaria con una direttiva dell'Assessore alla Salute Russo. Come comportarsi per un esame prescrito da un medico di una regione ed eseguito in un'altra, con codici di esenzione ed applicazione differenti? La risposta non c'è.

Ma a cosa è dovuta questa confusione e diseguaglianza? In sintesi la definizione di una tariffa risente di molteplici fattori e vengono stabiliti autonomamente da ogni regione secondo una propria politica e strategia, che non sempre è comprensibile e francamente per alcune differenze è inspiegabile. Il federalismo all'italiana aumenta gli sprechi, aumenta le spese e replica funzioni, ma per il cittadino non migliora nulla, comporta disuguaglianze ingiustificate, caos e nuovi balzelli.

Purtroppo questo federalismo regionale finirà per far aumentare le tasse a tutti e maggiormente nelle regioni più disagiate del sud, creandovi una sorta di fiscalità di svantaggio.

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