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Sicilia: chiusura punti nascita con meno di 500 parti

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Sanità: chiudono le strutture che non raggiungono 500 parti all'anno. In tutta la Sicilia sono stati confermati 42 centri su 70: a chiudere i battenti, perchè non raggiungono i 500 parti all'anno, come previsto dagli standard ministeriali, sono 20 unità operative pubbliche e 8 case di cura private

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A decretare la nuova "geografia" delle strutture sanitarie, è stato il provvedimento firmato dall'assessore per la Salute, Massimo Russo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia n.1 del 5/1/2012.  La tabella sotto riporta elenco dei punti nascita di II e I livello operativi con il nuovo decreto:

15 punti nascita di II livello

punti-nascita-sicilia

Si apre uno spiraglio per quei punti nascita che si trovano in zone disagiate, perché difficilmente raggiungibili o isolate (Ridimensionata chiusura punti nascita). I manager delle aziende però hanno a disposizione 6 mesi per presentare un piano di riconversione, monitorare l'attività dei reparti, proporre eventuali deroghe alla chiusura e potenziare i servizi per mamme e bambini.

Quella pubblicata è solo la prima bozza della nuova mappa del parto nell'Isola. L'obiettivo è adeguarsi entro tre anni alle direttive ministeriali, che prevedono di mantenere in vita solo le strutture dove nascono più di mille bambini. In quest'ottica nel decreto appena pubblicato si impone ai direttori generali di monitorare ogni sei mesi l'attività. Il decreto introduce inoltre “abbattimenti tariffari” per le strutture che superano il limite del 20 per cento di parti cesarei.

In base alla nuova riorganizzazione la rete regionale dei punti nascita siciliani è così costituita da 42 strutture, salvo ulteriori eventuali riduzioni o accorpamenti che dovessero intervenire in seguito all’applicazione di piani attuativi che saranno presentati dai Dg e dalle strutture private accreditate, sempre nel limite dei 500 parti l’anno. I presidi nei quali sono stati rimodulati i punti nascita potranno comunque continuare a garantire l’attività ginecologica e di assistenza per il percorso nascita a livello ambulatoriale e di Dh.

La nuova versione cancella le cinque eccezioni inizialmente previste (Bronte, Mussomeli, Nicosia, Santo Stefano di Quisquina e Corleone). Il provvedimento riorganizza la rete del parto in 15 punti nascita di secondo livello (strutture con una media di 1500 parti all'anno dotate di terapia intensiva neonatale, rianimazione e pediatria), e 27 reparti di primo livello (con uno standard compreso tra i 500 e 1000 parti all'anno e ospitati in strutture più piccole), con meno servizi per mamme e bambini ma dotate del trasporto materno e neonatale per trasferire il paziente in un ospedale di secondo livello.

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