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Paracetamolo: effetti collaterali e dosi

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Il paracetamolo, meglio conosciuto con il nome di Tachipirina, è un farmaco ad azione analgesica largamente utilizzato, la sua comparsa come farmaco risale al 1948. Il paracetamolo è incluso tra i parafarmaci e venduto anche fuori dalle farmacie. Il paracetamolo non è da considerarsi un antinfiammatorio non steroideo (FANS). 

Il paracetamolo induce tossicità epatica quando somministrato a dosi elevate o quando l’intervallo di tempo fra una dose e la successive è inferiore a quento raccomandato (4-6 ore). Eventuali danni epatici e renali sono irreversibili.

Recentemente la FDA ha raccomandato di non superare 325 mg. per compressa (dose per somministrazione), chiedendo al contempo di evidenziare maggiormente nelle etichette, i possibili rischi di danni epatici in caso di sovradosaggio.

Tra le indicazioni terapeutiche viene prescritto come antipiretico: trattamento sintomatico di affezioni febbrili quali l'influenza, le malattie esantematiche, le affezioni acute del tratto respiratorio, ecc.  Come analgesico: cefalee, nevralgie, mialgie ed altre manifestazioni dolorose di media entità, di varia origine.

Controindicazioni

I prodotti a base di paracetamolo sono controindicati nei pazienti affetti da grave anemia emolitica e grave insufficienza epatocellulare. 
La somministrazione delle bustine, contenenti aspartame, è controindicata nei casi di fenilchetonuria.

Nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza, in Italia, dal gennaio 2001 a marzo 2007 sono state riportate 29 segnalazioni di reazioni averse gravi al paracetamolo in pazienti pediatrici (età < 18 anni) fra cui sindrome di Stevens-Jhonson (4 casi) e di sindrome di Lyell (3 casi).

Nel rapporto delle segnalazioni di sospette reazione averse in età pediatrica, relativo all’anno 2008 in Italia, pubblicato dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), il paracetamolo compare al 16esimo posto, con 159 segnalazioni di reazioni averse. Considerando esclusivamente l’ambito pediatrico, il paracetamolo compare al 4° posto nella fascia di età 1 mese-2 anni con 12 segnalazioni di cui 2 gravi (al 1° posto compare l’associazione amoxicillina/acido clavulanico con 23 segnalazioni); compare al 6° posto nella fascia di età 2-11 anni con 12 segnalazioni di cui 4 gravi (al 1° posto compare l’associazione amoxicillina/acido clavulanico con 52 segnalazioni); compare al 5° posto nella fascia di età 12-17 anni con 9 segnalazioni di cui 3 gravi (al 1° posto compare l’associazione amoxicillina/acido clavulanico con 26 segnalazioni) (BIF, 2009).

Negli Stati Uniti, ogni anno, l’uso non adeguato di paracetamolo è responsabile di 112.000 chiamate ai centri antiveleni, di 56.000 accessi al Pronto soccorso, di 26.000 ospedalizzazioni e 450 morti da sovradosaggio (la maggior parte dei casi dovuta ad errori accidentali).

In genere il paracetamolo non presenta effetti collaterali, a basse dosi terapeutiche riportate nel foglietto illustrativo del farmaco e per pochi giorni di somministrazione. Sinteticamente si riporta:

  • reazioni cutanee (eritema, sindrome di Stevens Johnson, necrolisi epidermica)
  • edema della laringe e shock anafilattico
  • reazioni gastrointestinali
  • epatici
  • insufficienza renale acuta
  • anemia, trombocitopenia

Dosi paracetamolo

Il dosaggio del paracetamolo deve essere proporzionato al peso. Prima di assumere un farmaco consultare sempre il foglietto illustrativo che l'accompagna.

  • “Nell’uso orale la dose quotidiana raccomandata di paracetamolo è approssimativamente di 60–80 mg/kg/die, da suddividere in 4-6 somministrazioni giornaliere, cioè all’incirca 15 mg/kg ogni 6 ore, o 10 mg/kg ad intervalli di 4 ore”;
  • “Nell’uso per via rettale la dose quotidiana raccomandata di paracetamolo è approssimativamente di 90 mg/kg/die, da suddividere in 4-6 somministrazioni giornaliere, cioè all’incirca 20 mg/kg ogni 6 ore. Al di sotto dei tre mesi, in caso di ittero, la dose singola per via rettale deve essere ridotta a 5-10 mg/kg”.

In pratica la posologia da utilizzare, riportata anche negli stampati del farmaco è la seguente: 

Compresse da 500 mg
  • Bambini di peso compreso tra 21 e 25 kg (approssimativamente tra i 6 ed i 10 anni): ½ compressa alla volta, da ripetere SOLO se necessario e non prima di 4-6 ore, senza superare 5 somministrazioni al giorno.

Sciroppo da 120 mg/5 ml

Alla confezione è annesso un bicchierino-dosatore con indicate tacche di livello corrispondenti alle capacità di 5 ml; 7,5 ml; 10 ml; 15 ml e 20 ml.

  • Bambini di peso compreso tra 7 e 10 kg (approssimativamente tra i 6 ed i 18 mesi): 5 ml alla volta (corrispondenti a 120 mg di paracetamolo), da ripetere se necessario dopo 6 ore, senza superare le 4 somministrazioni al giorno

Supposte da 125 mg “Prima Infanzia”

  • Bambini di peso compreso tra 6 e 7 kg (approssimativamente tra i 3 ed i 6 mesi): 1 supposta alla volta, da ripetere se necessario dopo 6 ore, senza superare le 4 somministrazioni al giorno
  • Bambini di peso compreso tra 7 e 10 kg (approssimativamente tra i 6 ed i 18 mesi): 1 supposta alla volta, da ripetere se necessario dopo 4 - 6 ore, senza superare le 5 somministrazioni al giorno
  • Bambini di peso compreso tra 11 e 12 kg (approssimativamente tra i 18 ed i 24 mesi): 1 supposta alla volta, da ripetere se necessario dopo 4 ore, senza superare le 6 somministrazioni al giorno.

Supposte da 250 mg “Bambini”

  • Bambini di peso compreso tra 11 e 12 kg (approssimativamente tra i 18 ed i 24 mesi): 1 supposta alla volta, da ripetere se necessario dopo 8 ore, senza superare le 3 somministrazioni al giorno
    Bambini di peso compreso tra 13 e 20 kg (approssimativamente tra i 2 ed i 7 anni): 1 supposta alla volta, da ripetere se necessario dopo 6 ore, senza superare le 4 somministrazioni al giorno.

Supposte da 500 mg “Bambini”

  • Bambini di peso compreso tra 21 e 25 kg (approssimativamente tra i 6 ed i 10 anni): 1 supposta alla volta, da ripetere se necessario dopo 8 ore, senza superare le 3 somministrazioni al giorno

Inoltre si raccomanda di non somministrare il farmaco per più di 3 giorni senza consultare il medico (in precedenza erano riportati 10 giorni).

Le linee guida del NICE (National Institute for Clinical Excellence) relative all’uso degli antipiretici nei pazienti pediatrici raccomandano di non somministrare questi farmaci con il solo scopo di abbassare la febbre in assenza di altri sintomi. Gli antipiretici, incluso il paracetamolo, non riducono il rischio di convulsioni febbrili; devono essere somministrati solo se la febbre supera i 39 °C e in associazione ad altri sintomi quali affaticamento, malessere, cefalea, dolore.

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