Associazione Salute

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Ipotesi nuovi ticket con franchigia nel 2013

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vignetta_corruzione_italiaLa proposta è di un nuovo sistema di ticket sanitario «Stiamo pensando a una forma di franchigia che avrebbe tanti vantaggi e lavorando per ridurre gli svantaggi, presto formalizzeremo una proposta compiuta», annuncia Renato Balduzzi da microfoni di Radio Anch' io. Si tratta del pagamento «a franchigia» e dovrebbe partire dal 2013, attualmente è solo una proposta.

Ogni cambiamento comporta spese e riorganizzazione, cambiare ogni anno la compartecipazione alle spese sanitarie infastidisce e lascia intravedere una visione miope, una strategia di corto respiro e soprattutto la poca competenza.

[vedi anche rassegna web ambiente e salute]

L'attuale sistema Ticket in vigore, seppure rimaneggiato svariate volte, risale a 30 anni fa, al 1982. Il difetto maggiore  dell'attuale ticket è che non tiene conto efficacemente del reddito, si tratta dunque di imposta indiretta, mentre il pregio del nuovo sistema proposto è che l'imposta diventa correlata direttamente alla ricchezza familiare. La difficoltà maggiore del nuovo sistema sta nella sua complessità. La tessera sanitaria diventerebbe uno strumento che memorizza i dati. Ma tutto il corollario di controlli potrebbe finire per costare più di quanto il SSN incassa e comunque aumenta i costi che lo Stato affronta per applicare la norma

“Con il nuovo sistema – ha spiegato Balduzzi – si potrebbe potenziare l’equità nel campo della compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini, perché ciascuno pagherebbe fino a una certa soglia modulata sul reddito, superata la quale il servizio sanitario si farebbe carico di tutto”. Inoltre, aggiunge, “ si risolverebbe il problema delle esenzioni non legate al reddito e si risponderebbe ai criteri di trasparenza ed omogeneità”.  (vedi le novità: Tagli posti letto e franchigia nel 2014)

Gli italiani avranno quindi una franchigia, calcolata in percentuale del reddito (si parla del 3 per mille del reddito). In pratica ciascuno di noi avrà una franchigia, calcolata in percentuale del reddito, fino al concorrere della quale dovrà pagare interamente ogni prestazione sanitaria, farmaco, analisi o intervento chirurgico. Ad esempio, chi ha un reddito di 10 mila euro, avrà una franchigia di circa 30 euro (pari al 3 per mille): questa cifra sarà il costo massimo che dovrà affrontare per accedere a qualsiasi prestazione sanitaria. Per chi ha un reddito di 100 mila euro la franchigia sarà di 300 Euro e dovrà pagare per intero le prestazioni che costano meno di questa cifra.

Questi sopra gli esempi tipici riportati da molta stampa, che lascia intravedere un pagamento ticket non trascurabile anche per redditi bassi. Però il reddito che riguarda gran parte degli italiani si aggira tra i 20mila e 30 mila euro e si ritroverebbe una franchigia rispettivamente di 60 e 90 Euro, che è molto più alta dell'attuale. Inoltre sparirebbero le esenzioni per patologia, per età (bambini fino a sei anni e anziani oltre i 65) e altri.

I nuovi ticket 2013 sono solo un'ipotesi e dovrebbero portare altri 2 miliardi di nuove entrate, ma le regioni attualmente guardano con sospetto la decisione imminente di bloccare il riparto dei 108 miliardi di fondo sanitario nazionale. Forse la scure di Bondi si abbatterà subito sulla spesa per beni e servizi con un taglio di 2 miliardi. Lo stesso Balduzzi ha annunciato che «già nelle prossime settimane si potrà disporre di una codificazione dei prezzi medi di riferimento per migliaia di tipologie di acquisto. E chi se ne discosterà - ha aggiunto - pagherà dazio».

Il problema è che il dazio graverà sui cittadini, non su chi effettivamente ha sprecato le risorse pubbliche. Ma su queste storture Balduzzi e tutti i ministri precedenti non sprecano il loro tempo a trovare un sofisticato sistema che penalizzi proprio i diretti responsabili.


(18/05/2012) - Alla fine era solo un sasso tirato nello stagno, per vedere la reazione. Balduzzi al seminario Agenas: “Il sistema a franchigie è solo un’ipotesi di lavoro” e rincara Palumbo (direttore del Dipartimento per la qualità del Ministero della Salute): "Per rendere operative le franchigie servirebbero almeno 18 mesi”.  In pratica confermando indirettamente che attualmente quel pezzo di plastica, chiamata Tessera Sanitaria, pagata dallo stato milioni di euro oltre al codice fiscale, non può contenere molto altro.

Allo stesso seminario ha partecipato l'Assessore alla Salute della Sicilia Massimi Russo e... indovinate cosa ha detto?? Lo immaginiamo tutti: non si devono caricare ulteriormente i cittadini, si deve invece agire come in Sicilia dove sono state recuperate risorse riducendo il numero di strutture semplici (-16%) e complesse (-17%). Quasi tutti spesi in consulenti, convenzioni con strutture private ed altre operette. Smettesse almeno di pensare che la Sicilia possa essere portata come modello.

 

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