Associazione Salute

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Spending review per la sanità malata di sprechi

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Grazia Labate, docente di Economia sanitaria all'Università di York, Inghilterra, scrive un articolo pubblicato su Quotidiano Sanità dal titolo "La nostra sanità pubblica, malata di sprechi e mal governo" in cui, senza demagogia, esorta a tagliare i veri sprechi della sanità italiana, per mantenere un SSN pubblico e funzionante per tutti. L'alternativa è infatti quella di un taglio drastico ai servizi e alle cure. 

 Chi continua a sostenere il rilancio di investimenti dimentica l’impegno d’onore sancito in Costituzione dell’obbligo del pareggio di bilancio e nonostante i tanti tagli lineari in vari settori e le imposte lievitate, con polemiche roventi sull'IMU, l'Italia ancora oggi continua a spendere più di quanto incassa. Altri 100 miliardi si sono aggiunti nell'ultimo anno al già pesantissimo debito pubblico. Proseguendo ci porterà velocemente al fallimento.

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Da un lato c’è la nostalgia verso la logica dei tagli lineari, che come si è visto non ha portato da nessuna parte, dall’altro c’è l’antico desiderio duro a morire, nonostante le evidenze d’oltreoceano, che privatizzare interi settori di beni pubblici a forte valenza collettiva sia la risposta dinamica, efficiente e produttiva per la soddisfazione dei bisogni del cittadino consumatore.

I veri obiettivi della spending review
A mio modo di vedere la spending review non è altro che una lucida e sapiente analisi, volta a realizzare due obiettivi: il primo, quello di rendere effettivo il minor peso della voce “acquisti di beni e servizi”, che per la loro entità e magari nella speranza di un allentamento dei vincoli di bilancio, molte amministrazioni centrali e periferiche non hanno rispettato e non stanno rispettando. Il secondo, quello più ambizioso, cioè di rendere economica la gestione dei servizi pubblici, perseguendo l’efficienza nella produzione e l’economicità degli acquisti.

Eppure quasi tutti dal centro alla periferia invocano efficienza ed economicità quando si parla di servizi pubblici e non sono mancate in tutti questi anni analisi, proposte, esperienze volte appunto ad eliminare sprechi, doppioni, sovrapposizioni, catene di comando deboli e spesso impreparate a gestire processi complessi di riorganizzazione ed efficentizzazione del sistema.  ....

Rigore, crescita ed equità sono un trinomio da non smarrire mai, sennò il capitombolo è dietro l’angolo
Non può accadere più che sulle politiche della salute si proceda con arnesi spuntati e politiche pubbliche autoreferenziali, che le responsabilità della catena di comando soffrano della teoria del ping pong tra centro e periferia, o che debbano essere piegate al rapporto di fiducia ed obbedienza per compiacere “Principi” politici, dirigenziali, primariali, industriali; che si nasconda una realtà ormai fatta di razionamenti non sempre razionali e spesso distanti da appropriatezza ed evidenze scientifiche, bisogni di conoscenza ed umanizzazione dei rapporti tra chi soffre ed è malato dentro un’ organizzazione che sta mostrando tutta la criticità nei tempi , modi e rapporti di soddisfazione del diritto alla cura. ....

•Anni
•2000            15.827
•2005            26.611
•2006            26.902
•2007            30.451
•2008            31.363
•2009            32.846
•2010            32.911
La voce beni e servizi incide per circa il 30,3% nella contabilità del SSN

Ma risparmiare, spendendo bene, si può

Non è un caso che Regioni quali l’Emilia Romagna, la Toscana, la Lombardia, il Veneto, le Marche e molte altre abbiano conseguito in questi ultimi tre anni risparmi medi su beni e servizi che vanno dal 36% fino al 20% ottimizando organizzazione, razionalizzazione delle risorse umane, costi più generali della P.A.

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