In molti tratti di mare italiani non è più possibile godere di un rinfrescante bagno, spesso banchi di meduse scoraggiano chiunque, non resta che rinunciare e, se possibile, avvalersi di qualche doccia.
Sempre più spesso si avvistano tappeti di meduse e ci si chiede quali possano essere le cause di questa immensa invasione, che di anno in anno si accresce.
La causa della formazione di questi banchi non è una sola, ed il fenomeno non è così improvviso come può sembrare, ma deriva da anni di mutamenti ambientali, in parte causati dall’uomo.
E' bene sottolineare che questi “blooms” (fioriture) ed aggregazioni di diverse specie di meduse sono, di per sé normali, si sono sempre verificati; soltanto la loro persistenza e portata di questi ultimi anni può essere indice di un malfunzionamento dell’ecosistema.
Il liquido urticante ha azione neurotossica o emolliente, la cui natura può variare a seconda della specie, ma di solito è costituita da una miscela di tre proteine a effetto sinergico: ipnossina, talassina e congestina. Vedi "rimedi alle ustioni da meduse".
L'ipnossina ha effetto anestetico, quindi paralizzante; la talassina ha un comportamento allergenico che causa una risposta infiammatoria; la congestina paralizza l'apparato circolatorio e respiratorio. Anche se non tutte le meduse sono urticanti, alcune, come le cubomeduse, sono particolarmente pericolose per l'uomo: in taluni casi possono causare anche la morte per shock anafilattico. (Google reader salute Sicilia)
Tra le specie note di cubomeduse si cita Carybdea marsupialis, unica presente nel Mediterraneo e Chironex fleckeri (nota come vespa di mare vedi immagini) dalle velenosissime nematocisti responsabili di numerosi decessi fra i bagnanti australiani.
Predatori naturali delle meduse ormai scarseggiano nel Mediterraneo, i cetacei (balene, delfini, narvali, ecc.) i pesci palla, le tartarughe marine ed altri; tutte specie in via di estinzione per l'eccessiva pesca con tecniche distruttive, in parte oggi illegali, ma ugualmente praticate. I controlli al solito languono.
Infine puoi visionare un documento con immagini di meduse (pdf) e una breve descrizione su come riconoscerle.
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