''L'allarme sull'influenza A è sicuramente sopravvalutato''. Lo afferma il vice ministro Ferruccio Fazio, ribadendo che "l'influenza è più leggera della stagionale''. Da qualche mese pare che pure il vice ministro si sia convinto dell'inutilità del vaccino, sopraffatto dall'evidenza di molti casi risolti con estrema facilità e che guariscono persino senza particolari cure.
Basti pensare, specifica in proposito Fazio, ''che i casi rilevati dall'Istituto superiore di Sanità sono poco più di 10 mila, in realtà noi pensiamo che in Italia siano da 50 a 100 mila. Questo vuol dire che molte persone non se ne sono neanche accorte''. Da non sottovalutare, invece, conclude il vice ministro, ''quei casi legati a soggetti cronici in cui la malattia può essere anche mortale''.
Cavolo o legge pure lui (con molta calma) gli articoli su internet! (il link sopra si riferisce ad un articolo pubblicato a metà maggio) oppure, finalmente, ammette che al ministero si erano sbagliati. Adesso infatti conferma ciò che alcuni, contraddicendolo, predicavano da molti mesi, ma che purtroppo disorientava la popolazione. Perchè il vice ministro ha atteso tanto?
Fazio ha pure dichiarato tempo fa che non farà il vaccino per l'influenza A-h1n1. Un dubbio sorge spontaneo: forse al ministero avevano compreso l'inutilità del vaccino, ma non lo dichiaravano.
Bene, allora sappia (tra qualche mese) che da quanto ho sentito in ambienti sanitari saranno molti a dire "no, grazie". Che ne faremo di tutto questo vaccino per l'influenza A, ormai già acquistato? C'era forse un interesse da parte della moglie del ministro Sacconi?
Molte dosi, infatti, probabilmente rimarranno inutilizzati, lo dimostrano alcune indagini condotte in Europa, Cina e Canada, che hanno messo in evidenza come dal 25 al 50% dei soggetti indicati come bersaglio della vaccinazione, compresi gli operatori sanitari, rifiuterebbero il vaccino per paura degli effetti indesiderati! E poi perchè dovrei fare un vaccino per un virus così debole e di cui probabilmente ho già gli anticorpi?
In questo paese meglio non farsi troppe domande, non vorrei ricevere una querela per insinuazioni... Non mancano, infatti, dubbi e perplessità sull’efficacia e la sicurezza del nuovo vaccino.
Una considerazione infine che merita di essere posta all’attenzione dell’opinione pubblica è la prontezza con cui i governi hanno messo a disposizione ingenti investimenti economici per fronteggiare un’emergenza se non improbabile quantomeno incerta.
Appena dopo la comparsa dell’influenza suina in Messico la scorsa primavera le case farmaceutiche non hanno esitato a dichiarare che il più presto possibile sarebbe stato disponibile un vaccino, prima ancora che fossero resi noti dati relativi alla capacità diffusiva, alla patogenicità e alla virulenza del nuovo virus. Avendo fiutato l’entità dell’affare, più di 20 aziende hanno sospeso ferie e riposi dei propri dipendenti per tagliare il traguardo dell’autorizzazione in tempo utile per l’inizio della campagna di vaccinazione pandemica, spostata di circa un mese rispetto a quella stagionale di metà ottobre.
L’ordinativo di vaccini avanzato dai paesi occidentali ammonta a circa 600 milioni di dosi, corrispondente, secondo JP Morgan, leader mondiale dei servizi finanziari, a un affare di almeno 10 miliardi di euro (da:salute internazionale)
Vedi anche: I rischi del vaccino A-H1N1






