Fili elettrici scoperti, finestre rotte, impianti fuori norma, assenza di certificati di staticità per gli edifici in zona sismica, porte antipanico assenti... È un quadro desolante quello descritto da un'inchiesta sullo stato degli edifici scolastici italiani.
Non c’è linea di confine, il problema riguarda il nord e il sud Italia, da Messina dove la facciata dell’Istituto agrario Cuppari è letteralmente devastata, a Roma dove l’Istituto Ceccherelli è stato abbandonato dopo le piogge di metà ottobre perché entravano cascate d’acqua, fino a Milano dove il vecchio convitto della scuola del parco Trotter aspetta il restauro da anni ed è oggi occupato da extracomunitari che ci vanno a dormire.
L'inchiesta di “Gente” pubblica i dati, allarmanti, dell’associazione per i diritti dei cittadini Cittadinanzattiva che evidenzia, tra l’altro, che il 34% degli istituti non ha una palestra propria, che il 29 per cento delle aule monitorate ha finestre non integre, il 15 per cento presenta segni di fatiscenza, il 17 per cento distacchi di intonaco, il 29 per cento prese o interruttori divelti, l’84 per cento non ha porte con chiusure antipanico.
Interviene anche il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che spiega come sia stata stipulata un’intesa “per costituire gruppi di lavoro regionali, con la partecipazione del ministero dell’Istruzione di quello delle Infrastrutture, delle Regioni, delle Province e dei Comuni, che provvederanno a effettuare sopralluoghi su tutte le costruzioni scolastiche. A oggi abbiamo monitorato il 58% degli immobili. Sarà così possibile ricavare la lista delle priorità degli interventi”. (Apcom)
Tavoli tecnici, gruppi di lavoro, ecc così quei pochi soldi se ne vanno via prima ancora di iniziare qualche lavoro e quando viene eseguito un lavoro nessuno che verifichi se i lavori sono fatti a regola d'arte, nessuno che sia individuato quale responsabile. Così poi scopriamo cemento depotenziato e lavori progettati male ed eseguiti peggio.






