Il segretario generale della Federazione italiana dei medici di famiglia (Fimmg), Giacomo Milillo ha inviato una lettera per «esprimere la preoccupazione della Fimmg sulle nuove norme».
A turbare i medici è la parte della normativa in cui si prevede che i certificati non possono riferirsi a "dati clinici non direttamente constatati nè oggettivamente documentati."
«Ciò vuol dire - spiega Milillo - che il medico di famiglia non potrà redigere il certificato ad un suo paziente, con il quale ha un rapporto fiduciario, che si presentasse in serata per giustificare l'assenza dal lavoro il giorno stesso per banali patologie come mal di testa o febbre».
Il Fimmg chiede «l'emanazione di un atto ufficiale che riconosca il sintomo soggettivo come 'dato clinico direttamente constatatò e ribadiamo ancora una volta la necessità di introdurre l'autocertificazione per periodi brevi di malattia».
La protesta è minacciata è sia per l'impossibilità di riferirsi sempre a 'dati clinici non direttamente constatati nè oggettivamente documentatì, sia per «lo sproporzionato e irrituale regime sanzionatorio previsto per il medico in caso di inadempienze o errori anche involontari, che lo indurrebbe ad atteggiamenti inappropriatamente difensivi».
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