Le dichiarazioni del direttore generale del Policlinico, Giuseppe Pecoraro, hanno colpito in più direzioni. «In quest'azienda c'è un bruttissimo clima che purtroppo non è cambiato in questi due anni» aveva detto il manager dell'Azienda ospedaliera universitaria durante l'assemblea della Flc Cgil lunedì. E ancora: «In questa azienda il rispetto dei contratti nazionali di lavoro non era assolutamente una prassi. Per questo l'obiettivo che mi sono posto è stato creare un sistema di regole laddove regole non ce n'erano, con il sindacato che, purtroppo, è stato parte attiva nel creare questa carenza». E ieri non sono mancate le reazioni di alcuni sindacati, mentre il Rettore si è turbato, poverino, non per i gravi fatti, bensì perchè denunciati pubblicamente!
Pecoraro è stato lapidario: dagli appalti per la fornitura di beni e servizi («ho messo mano perché quelli che c'erano palesavano quantomeno una scarsa economicità per l'azienda») allo "scontro istituzionale" col preside della facoltà di Medicina («mi rendo conto che c'erano altre abitudini e cambiarle possa non aver soddisfatto qualcuno»), fino alla lunga querelle sui parcheggi («ho avuto contro tutti, compresi quei portatori d'interessi che parcheggiavano la sera per rubare di notte»). Quindi la chiosa finale: «Qualcuno pensa che io non capisca le regole del gioco, la verità è che non le condivido. Didattica e ricerca – ha concluso – sono importanti, ma non possono essere la foglia di fico rispetto ad una sanità che non funziona».
Inevitabili le reazioni. La prima è stata quella del rettore Franco Tomasello, che ieri mattina ha preso carta e penna e affidato ad un comunicato stampa il suo pensiero. Che il rettore e il dg del Policlinico abbiano un rapporto di reciproca fiducia è risaputo, così come è altrettanto vero che tra Tomasello e il preside di Medicina, Emanuele Scribano, siano stati più di uno i momenti di tensione nei mesi scorsi. Adesso la presa di posizione del rettore che appoggia Pecoraro, ma che al contempo cerca di fare chiarezza e difendere l'istituzione universitaria.
«Le dichiarazioni del dg Pecoraro sul clima attuale al Policlinico per la gravità dei fatti denunciati che esulano dai rapporti con la Facoltà, suscitano grave preoccupazione nell'Università» si legge nel comunicato. «Il rettore – continua la nota – promotore della designazione del dottor Pecoraro riconferma l'incondizionato sostegno alla sua opera di riorganizzazione e di ripristino delle regole di governance del Policlinico. Il rettore è altresì convinto che il deprecabile ostruzionismo di pochi non possa e non debba danneggiare gli sforzi della stragrande maggioranza degli operatori e della comunità universitaria impegnata, con grande sacrificio, in una faticosa opera di miglioramento degli standard qualitativi. Verso quei pochi che in tempi recenti hanno vagheggiato un ritorno a privilegi autoreferenziali e che ritengono di poter strumentalizzare una fase di razionalizzazione interna con i conseguenti inevitabili disagi, non vi può essere alcuna tolleranza».
Precisa ancora il Rettore «Si è purtroppo accreditata la tesi che il Policlinico "G. Martino" sia ancora struttura a gestione diretta dell'Università. Dal 2001, invece, esso ha assunto la denominazione di Azienda ospedaliera universitaria "Policlinico G. Martino" ed ha acquisito una personalità giuridica distinta dall'Università. Tutti gli atti gestionali sono stati e sono di stretta pertinenza dell'Azienda e dei suoi organi di direzione. Nell'affermazione del dott. Pecoraro che le attività didattico-scientifiche possano essere "una foglia di fico", si coglie evidentemente il riferimento ai pochi casi di improduttività scientifica, ormai documentati e pubblici. Siamo certi che il girettore generale avrà modo di chiarire ancora meglio all'opinione pubblica la scontata verità che la formazione e la ricerca di qualità sono un valore insostituibile per lo sviluppo del Policlinico».
«L'Università condivide in pieno la missione sociale e professionale del Policlinico, sostiene l'opera di risanamento anche finanziario rispetto al gravoso disavanzo del recente passato che avrebbe inciso profondamente sul bilancio dell'Ateneo. Riafferma inoltre con vigore la sua competenza sui processi formativi e sulla ricerca. In questa nuova dimensione non è stata né può essere estranea alle modalità con le quali si attua l'integrazione fra attività assistenziale e attività didattico-scientifica. Coerentemente con questo disegno di grande profilo istituzionale, l'Università invita la sua comunità alla più attenta vigilanza, in sintonia con la direzione generale, contro ogni tentativo rivolto a screditare l'immagine e l'impegno al servizio dei pazienti e degli studenti. Il rapporto tra Università e Azienda non può che essere un continuo confronto costruttivo finalizzato alla ricerca di soluzioni condivise. Incomprensioni che si sono potute determinare con la facoltà di Medicina sono fisiologiche e saranno certamente e facilmente superate con le istituende commissioni Università-Azienda. A queste commissioni parteciperanno il preside ed autorevoli componenti della facoltà».
vedi anche:
- Liquidata la Fondazione Saverio D’Aquino nata per gestire il Polo Oncologico d’eccellenza
- Riorganizzato il policlinico Universitario di Messina









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