La pioggia che continua a cadere in Sicilia ha causato la notte scorsa l'esondazione del fiume Torto, tra Termini Imerese e Trabia. E' stata riaperta la Palermo-Agrigento. Traffico interrotto per i mezzi pesanti, invece, su una carreggiata dell'A18 Messina-Catania, all'altezza del bivio per Tremestieri; possono circolare solo le auto. Isolati i comuni di Itala e Scaletta nel Messinese.
Nel messinese le condizioni più critiche sono al solito nella zona sud, Mili San Marco la più colpita, ci sono attualmente i mezzi della protezione civile (che già stazionavano li vicino): le strade interne sono invase dal fango, che arriva all’altezza delle automobili e dei primi piani della abitazioni. La frana è avvenuta intorno alle 2.30 del mattino. Il fango ha invaso la piazza centrale del paese. Peggiora la situazione a Mili S.Pietro, adesso è impraticabile il percorso alternativo che da Tipoldo permetteva di raggiungere il villaggio, già isolato dalla strada principale, nei giorni scorsi.
Smottamento anche a S.Stefano Briga dove una casa è stata travolta e sono state ricoperte di fango diverse automobili parcheggiate nella piazza "Roma", fortunatamente non ci sono feriti gravi. La strada comunale è bloccata, ma gli abitanti possono utilizzare la strada adiacente il torrente. Molte altre le località coinvolte, ma, fortunatamente, attualmente non si registrano vittime. Nessun danno a Giampilieri. Sono allagati anche una parte degli uffici della Procura della Repubblica di Messina.
Danni anche all’ospedale Papardo di Messina, dove sono crollati calcinacci dal soffitto del reparto di Ginecologia e Ostetricia e della sala operatoria. Evacuato il reparto materno-infantile, tutti sono stati già trasferiti in altri ospedali della provincia. Nessuno ha riportato ferite. Ironia della sorte i degenti sono stati trasferiti, in gran parte, al reparto del Piemonte, alcuni giorni fa decretato inagibile!
In un primo momento si era parlato di crolli, ma i Vigili del Fuoco, sul posto per accertamenti, sottolineano che nell’ospedale «non si è verificato alcun crollo». Infatti, l'Ospedale Papardo è proprio fatto così un colabrodo!
L’aspetto incredibile e gravissimo è che il reparto coinvolto era stato aperto appena 5 giorni fa, presentato come un piccolo gioiello nel panorama ospedaliero della ginecologia. In realtà, conferma Pippo Crosca della Cgil, «già nei giorni scorsi avevamo denunciato il rischio infiltrazioni nel nuovo Polo, ma la direzione generale ci aveva assicurato che era tutto a posto. Oggi il reparto è allagato, chiuso e le pazienti evacuate». Nella stanza del medico di guardia ci si poteva finalmente fare la doccia, l'unica effettivamente, quanto temporaneamente, utilizzabile in ospedale!
«Questo caso conferma quanto sia indispensabile il nostro ospedale – dichiara Cocivera Ginecologo dell'Ospedale Piemonte – e soprattutto come sia impensabile ridurre il nostro reparto materno-infantile a meno di 24 posti. Tra l’altro vorrei che si pensasse a cosa significa, in una notte come quella passata, raggiungere il pronto soccorso del Papardo che, non lo dimentichiamo, si trova proprio su un torrente».
L'ospedale Papardo è la "nuova" struttura che dovrà ospitare le unità operative dell'ospedale Piemonte a rischio sismico, ma oggi, come anche negli altri giorni di pioggia, molti reparti sono allagati, in alcuni corridoi bisogna portarsi l'ombrello!
L'acqua inspiegabilmente raggiunge il 4° piano, come anche il 1° di una struttura alta 9 piani, possibile che da quando hanno fatto la consegna della struttura nessuno abbia mai avuto da ridire sulla qualità costruttiva dell'ospedale?
Chi nella notte si è recato al Pronto Soccorso dell'Ospedale Papardo (sito al 3° piano anche se sembra piano terra) riporta che l'ha trovato allagato e qualcuno ha persino rischiato un brutto scivolone... Se questa è la qualità strutturale del Papardo forse è meglio restare all'Ospedale Piemonte!
Fonti dirette e da repubblica, tempostretto corriere ecc.
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Commenti
Il responsabile della sicurezza, geometri, ingegneri, la qualità che c.... fanno?????
Sono irresponsabili, buoni ad indire gare d'appalto e poi non controllano e verificano nulla.