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Treno Verde: Messina fuorilegge

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vignetta fumo ministriDue giorni su tre sono allarmanti i valori del Pm10. Decibel sempre oltre i limiti. Vicini alla soglia limite di legge i valori del benzene.

Il sindaco Buzzanca ha pensato bene di togliere tutti i rilevatori dello stato d'inquinamento atmosferico, così bisogna attendere le analisi di Treno Verde per sapere che schifo di aria respiriamo.

E' questo il quadro complessivo emerso a Messina dalle analisi compiute dal Treno Verde, la storica campagna di Legambiente e Ferrovie dello Stato, realizzata anche grazie al contributo di Telecom Italia, che ha lo scopo di monitorare lo stato dell'inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane, grazie ai rilevamenti del laboratorio mobile dell'Istituto Sperimentale di Rfi e di sensibilizzare i cittadini su cambiamenti climatici, risparmio energetico e utilizzo delle fonti rinnovabili, attraverso le mostre realizzate a bordo del convoglio ambientalista.

aria inquinata  in cittàI dati finali relativi alla qualità dell'aria e ai livelli di rumore sono stati presentati questa mattina in conferenza stampa da Salvatore Granata, direttore Legambiente Sicilia, Mirko Laurenti, portavoce nazionale Treno Verde, Vittorio Valentini, responsabile laboratorio mobile dell'Istituto sperimentale di Rete ferroviaria italiana, Fabio Lo Sciuto, responsabile commerciale della direzione passeggeri regionali Sicilia di Trenitalia e Enzo Colavecchio, Legambiente dei Peloritani.

Le analisi presentate sono il frutto delle 72 ore di monitoraggio effettuate dal laboratorio mobile di Rfi, rimasto posizionato in via La Farina 72, angolo via Attilio Regolo, in maniera ininterrotta venerdì 19, sabato 20 e domenica 21 febbraio.

Davvero preoccupanti, dunque, i valori esaminati del Pm 10, nei primi due giorni, ad esclusione del terzo in quanto festivo. Secondo quanto emerso dalle analisi del laboratorio mobile di Rfi nei tre giorni di campionamento, i valori delle polveri sottili, altamente dannose per la salute dell'uomo, si sono sempre mantenute ben oltre la soglia consentita, superando di gran lunga il limite giornaliero di 50 mg/m3.

Preoccupante il dato del valore medio registrato durante il primo giorno di monitoraggio: 107 mg/m3, ossia più del doppio del limite di tolleranza. Scende ma resta del tutto fuorilegge il dato del giorno successivo mentre rientra nei limiti il terzo giorno coinciso con la festività, anche se due giornate su tre sono sufficienti per confermare la pericolosità di valori che nelle prime giornate di rilevamento sono davvero troppo lontani dal limite consentito. Una situazione fortemente influenzata dall'intensità del traffico locale costantemente interessato dal passaggio di mezzi pesanti.

Sfiorano il limite, invece, le concentrazioni di benzene, che nei tre giorni di monitoraggio si sono mantenute ad un passo dalla soglia di guardia prevista di 5 mg/m3. E' stato di 4,2 mg/m3 il valore medio del primo giorno, con un picco elevato dalle 21:00 fino alle 22:00 di venerdi' 19 febbraio in cui ha raggiunto i 10,2 mg/m3, il doppio del limite previsto dalla legge. Inferiore, ma non sottovalutabile, il valore del secondo giorno con 3,8 mg/m3 mentre, sempre in coincidenza col giorno di festa, scendono a 1,9 mg/m3 il terzo. Sotto controllo invece biossido di zolfo, monossido di azoto, monossido di carbonio, ozono e benzene.

Altrettanto grave il quadro relativo all'inquinamento acustico. Tre giorni su tre decibel oltre la norma, sia di giorno sia di notte. Un dato collegato indubbiamente alla transito continuo e incisivo di mezzi pesanti, costretti a transitare in via La Farina, nel cuore della citta', in quanto unica via percorribile per raggiungere l'imbarco/sbarco dei traghetti. In tutti e tre i giorni di monitoraggio i valori negativi hanno mantenuto una discreta costanza: la rumorosita' diurna fa registrare uno sforamento grave che va dai 20 ai 17 dB rispetto al limite consentito dalla legge, che non migliora nelle ore notturne in cui gli sforamenti si mantengono quasi del tutto inalterati con 13 dB di superamenti della soglia per notte. A rendere ancora piu' pesante il quadro dell'inquinamento acustico, punte di rumorosità sbalorditive, come gli 81,9 dB della fascia oraria 13-14 di venerdi' 19.

Eppure, secondo quanto previsto dal piano di zonizzazione della citta' di Messina, la zona delle misurazioni via La Farina, 72 angolo via Attilio Regolo, vista la vicinanza con l'Istituto Tecnico Nautico "Caio Duilio" ricade nella "Classe I - aree particolarmente protette" per cui i limiti fissati dalla legge non possono oltrepassare i 50 dB diurni e i 55 dB notturni. "Il quadro che emerge dai tre giorni di monitoraggio a Messina è davvero molto preoccupante - commenta Salvatore Granata, direttore di Legambiente Sicilia -.
assurda e fuori da ogni logica, la circostanza che non esiste nessun'altra via percorribile che consenta ai mezzi pesanti di giungere al molo se non quella di una strada centrale, abitata e con corsie piuttosto strette. Fatto questo che si aggiunge ad una situazione resa già insostenibile dall'assoluta prevalenza del trasporto su gomma, soprattutto privato, per le evidenti carenze che attengono all'offerta del trasporto pubblico".

Già nel secondo il dossier Mal'aria di città, era emerso che Siracusa ha certamente sforato per almeno 146 giorni (mentre dati contestati dal Comune parlano addirittura di 243 giorni, che porrebbero Siracusa al terzo posto in Italia), Palermo ha avuto 48 superamenti, mentre Catania è stata prossima al limite con 33 giorni di Pm 10 in eccesso, a fronte del limite annuale di 35 giorni. "Questo è per noi il segnale - ha concluso Granata - che un po' ovunque, in Sicilia, manca la volontà di affrontare e risolvere il problema delle polveri sottili e del rumore in maniera efficace, con città che spesso superano i valori di guardia perche' prive di sufficienti tutele verso la qualita' dell'aria, tra cui politiche di mobilita' che ne riducono i valori". (AGI) .

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Ultimo aggiornamento Lunedì 22 Febbraio 2010 20:35  

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