Se davvero vogliamo salvare il pianeta dal riscaldamento climatico, dobbiamo diventare tutti vegetariani, o quasi. Non è l’appello naif di una qualche organizzazione naturalista, ma il pressante invito rivolto dalle colonne del Times da uno dei massimi esperti britannici di variazioni climatiche, l’economista Lord Stern of Brentford, autore del rapporto Stern 2006, pietra miliare della politica ambientalista britannica.
Per nutrire gli animali da carne si sottraggono enormi estensioni di terreno agricolo ed enormi quantità di acqua alla produzione di cibo per gli uomini. Insomma meglio consumare poca carne, come anche la dieta mediterranea consiglia.
“Gli allevamenti determinano uno sciupio enorme di acqua e producono una quantità altissima di gas effetto serra. Sono uno spreco immenso delle risorse del pianeta. Una dieta vegetariana è decisamente migliore”, spiega Stern, aggiungendo: “Adesso ho 61 anni. Da quando ero studente ad oggi l’atteggiamento nei confronti del bere o della guida è cambiato radicalmente, la gente ha cambiato idea su ciò che è o meno responsabile. Adesso dovranno chiedersi sempre di più di quanta ‘anidride’ è responsabile il cibo che mangiano“.
Fra gli accordi che dovranno essere stipulati alla Conferenza di Copenhaghen (dal 7 al 18 dicembre) vi dovrà essere anche quello – secondo Stern – per imporre un netto aumento dei prezzi dei prodotti alimentari che determinano un impatto nocivo sull’ambiente.
(Fcs – Apcom)








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