Un gruppo di quattordicenni alluvionati di Giampilieri che si trovano in un hotel cittadino, sentendosi dimenticati hanno scritto una lettera indirizzata alle istituzioni nazionali e locali per denunciare il loro disagio.
Non devono essere dimenticate – scrivono – tutte le persone innocenti che hanno perso la vita a causa del mancato intervento delle autorità che dovevano provvedere alla messa in sicurezza della montagna dal 2007, anno in cui c’è stata la prima alluvione.
La causa di quello che è accaduto non è stata la costruzione abusiva di Giampileri, Altolia, Molino, Scaletta e Briga superiore che sono dei paesi storici. Abbiamo studiato come gli altri ragazzi della nostra età, l’unità d’Italia che sembra non avere più valore al giorno d’oggi, in quanto in questa situazione di calamità noi non siamo stati trattati come cittadini italiani, ma come siciliani e quindi di serie B.
Chiediamo – scrivono ancora – di non essere abbandonati. Siamo stati colpiti dalle colate di fango, ma anche dal fango che alcuni media nazionali hanno creato dandoci degli abusivi e seminando discriminazione tra Nord e Sud.
In effetti a Giampilieri è franta la montagna, dove non c'era alcuna casa abusiva nè strade abusive (vedi foto prima antecedente alla frana), mancavano gli alberi (bruciati).
Gli abusivi sono gli amministratori, che non hanno fatto nulla per mettere in sicurezza la montagna ed ora si ritrovano ad amministrare (a modo loro) i pochi soldi della ricostruzione.
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