La legge 69/2009 in vigore dal 4 luglio, con l'articolo 21, obbliga tutte le pubbliche amministrazioni centrali e locali a mettere sul sito curriculum vitae, e-mail e stipendi percepiti dei dirigenti, mentre per i dipendenti sono richiesti i tassi di assenza mensili, divisi per ufficio.
Una circolare del ministro Brunetta data 18/7/2009 ha chiarito che tutti i dati devono essere online entro luglio, ha precisato inoltre che gli stipendi indicati devono essere quelli totali, con la specifica delle voci che li compongono, i tassi di assenza vanno aggiornati ogni mese e il tutto deve essere bene in evidenza, nell'home page del sito istituzionale.
Non è che questi dati siano di grande utilità alla collettività, ma è un altro esempio di quanto sia radicata l'inapplicazione delle norme di trasparenza nella PA. Più che di trasparenza potremmo parlare di opalescenza o buio pesto. Pochissime (diciamo pure raramente) le PA hanno risposto positivamente.
La trasparenza nella PA è una chimera, infatti adesso hanno inondato i siti di dichiarazioni sulla «casa di vetro» della pubblica amministrazione. Di dati, però, nemmeno l'ombra. Irreperibili quelle dei manager della sanità, solo brevi biografie.
Una informazione di grande utilità nel settore della sanità sarebbero state le liste d'attesa per le prestazioni sanitarie, che una legge del 2006 obbliga a mettere sui siti aziendali. Ebbene, anche qui i casi di adempimento sono rari e quei pochi casi, spesso incomprensibili o difficili da trovare, lo disattendono nella sostanza.








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