Ben 61 istituti privati accreditati nell’isola siciliana, mentre in Lombardia, con il doppio di abitanti, sono 69.
Nel 2007 in Sicilia il numero di posti letto negli ospedali privati accreditati è cresciuto sia pur di poco, mentre la percentuale negli istituti pubblici è diminuita.
Questi dati sono pubblicati nel 7° Rapporto annuale “Ospedali & Salute 2009”, presentato recentemente, promosso dall’Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) e realizzato dalla società Ermeneia di Roma.
I dati mettono in luce dei cambiamenti sostanziali intervenuti tra il 2003 e il 2007, periodo durante il quale l’insieme degli istituti pubblici e privati accreditati passa da 1.276 a 1.203 unità, con un decremento del -5,7%, legato essenzialmente nell’ambito pubblico. In particolare, una drastica riduzione degli ospedali a gestione diretta (-18,2%), mentre alcuni policlinici universitari (in diminuzione dell’81.8 %) sono stati in realtà riconvertiti in aziende ospedaliere integrate con le università. Mentre nell’ambito degli istituti accreditati, si registra un incremento.
Le strutture pubbliche si concentrano soprattutto nella Valle d’Aosta (dove peraltro non sono presenti strutture private), nella Provincia Autonoma di Trento, nel Veneto, nel Friuli Venezia Giulia, nella Liguria, nell’Umbria, nelle Marche, nell’Abruzzo,nel Molise, nella Basilicata e nella Sardegna; proprio dove la sanità pubblica funziona e con delle eccellenze tuttaltro che rare.
Il sistema-misto è invece una caratteristica soprattutto di Piemonte, Lombardia, Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. In Sicilia, con una popolazione di 5 milioni di abitanti, ci sono ben 61 istituti privati accreditati dal Ssn con 3.927 posti letto.








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