La centrale nucleare del Garigliano produce effetti analoghi a quelli di Chernobyl, con "malformazioni e i più elevati indici di leucemia d'Italia". Lo denuncia il Wwf, che dice no al ritorno al nucleare e che ha partecipato ad una manifestazione di protesta alla centrale di Sessa Aurunca (Caserta).
La centrale nucleare del Garigliano sorge nel comune di Sessa Aurunca (CE), su una sponda dell’omonimo fiume. L’impianto, (gemello di quello di Big Rock Point negli Usa) fu costruito tra il 1960 e il 1963 dalla General Electric.
Il reattore, da 160 MWatt di potenza, ha iniziato la produzione di energia elettrica nel 1964 ed ha funzionato, se pur discontinuamente, fino al 1978, quando venne spento a causa di un guasto tecnico a un generatore di vapore.
Nel 1980, quando si stavano effettuando le prime attività per riattivare l’impianto, in seguito al terremoto dell’Irpinia la zona fu qualificata come zona sismica, dato che prima non lo era. Chiusa nel 1982, nel 1999 è passata da Enel a Sogin.
A detta del Wwf, "gli incidenti di rilievo furono 18 fino al 1982, ma solo nel novembre del 1980 ci fu la prima segnalazione ufficiale ai comuni limitrofi delle Province di Caserta e Latina". In quell'occasione venne denunciato un incidente dovuto alle infiltrazioni di acqua di falda nei sotterranei della centrale dove c'erano i contenitori di stoccaggio delle resine provenienti dal sistema di purificazione delle acque del reattore della centrale.
L'incidente, continua il Wwf, "provocò la fuoriuscita di ingenti quantità di materiale radioattivo (in particolare Cesio 137, Cesio 134 e cobalto 60)". Qualche giorno dopo l'incidente "si registrò la morte di 25 bufale che avevano pascolato in aree sommerse dal fiume e la moria di grossi pesci lungo il tratto di mare dove sfocia il fiume Garigliano". Il Wwf non ha dubbi: "Casi simili a questo sono innumerevoli".
Così come "sono innumerevoli i casi di malformazioni fetali di piante, animali ed esseri umani e di tumori ed altre patologie direttamente riconducibili all'inquinamento radioattivo, nella zona di Sessa Aurunca, Castelforte (Latina), Minturno (Latina) e gli altri comuni vicini".
Il Wwf chiede quindi alla Sogin - l'ente proprietario dell'impianto e che dovrebbe occuparsi della sua dismissione - di "rendere pubblici i dati attuali sulla presenza delle scorie radioattive stoccate presso la centrale, che fino a qualche anno fa, quando effettuammo la visita, erano ancora là". Inoltre si chiede di "procedere allo smantellamento della centrale non prima di aver attentamente ascoltato tutte le esigenze delle popolazioni locali che hanno il diritto di essere più che sicuri che tale impresa sia esente da qualsiasi rischio per la salute dell'essere umano, di tutte le altre forme di vita là presenti e dell'ambiente".
Fonte: Dire
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