Fra tre anni i pazienti toscani potranno sapere la 'dose' di radiazioni a cui vengono sottoposti per ogni esame medico diagnostico richiesto, il relativo indice di rischio, e anche il totale delle radiazioni 'incamerate' negli anni. La Toscana non si fa sfuggire le buone pratiche ed i metodi validi per migliorare la sanità, riducendo al contempo i costi per il minore ricorso alla diagnostica per immagini.
La regione Toscana vara il progetto 'Comunicazione della dose al paziente', elaborato dall'Associazione italiana di fisica medica e illustrato oggi in commissione sanità del Consiglio regionale della Toscana.
Il progetto si prefigge lo scopo di monitorare e registrare la dose delle radiazioni somministrate nel corso di esami medici ai pazienti perché, è stato spiegato, "si calcola che circa il 50% delle radiazioni a cui un individuo è sottoposto nel corso della sua vita siano dovute a esami radiologici" e perché "il fenomeno è in aumento, vista la tendenza a prescrivere sempre più spesso analisi radiodiagnostiche".
La 'dose' di radiazioni ricevute sarà poi riportata sulla carta sanitaria elettronica di prossima introduzione. Il tempo occorrente per realizzare il progetto è stimato in 3 anni e il finanziamento richiesto è di 60 mila euro. Così poco? E senza contare i risparmi che produrrà, per la riduzione degli esami inutili, non più richiesti dagli assistiti meno disinformati.









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